Editorialisti

14 Luglio 2017

Caro Franceschini, non deluda i liceali

share Andrea Piersanti

Caro Franceschini, ecco una piccola nota dal mondo della scuola che dovrebbe proprio leggere. Dieci adolescenti guardano un oggetto (fuori campo) sul pavimento. Sono schifati e spaventati allo stesso tempo. Litigano fra di loro. Provano a scappare ma le porte sono bloccate. È l’inizio della loro avventura all’interno di un edificio scolastico insolitamente deserto. Strane apparizioni, rumori incomprensibili e uno sviluppo narrativo non sempre lineare. Si tratta del cortometraggio di finzione (Missing Hint) che gli studenti dell’I.I.S. G. De Sanctis di Roma hanno girato prima della maturità. Una regia sofisticata: alcuni smartphone, una go-pro, le telecamere di sicurezza, un tablet gigante nell’atrio della scuola e le immagini dei social. Le citazioni, soprattutto da Shining di Kubrick. La trama è semplice ma l’epilogo non è scontato. I ragazzi ci stanno lavorando da dicembre. Ad aiutarli, insieme con alcuni docenti, c’è anche Gabriele Berti, attore non protagonista in Beata ignoranza (è lo studente che posta sui social le foto hot della prof). «Vogliamo raccontare, con il linguaggio del cinema ‘de paura’, cosa non capiamo e cosa ci spaventa di questo strano mondo degli adulti che incontriamo a scuola», dicono i ragazzi.

Il De Sanctis di Roma è uno dei primi licei italiani ad aprirsi al cinema. «Ci sono alcune offerte formative molto interessanti, nei professionali e negli artistici», spiega la preside, la professoressa Laura Morisani. «Abbiamo deciso di aprire il nostro liceo al cinema. Siamo fra i primi a farlo in Italia. Lo studio del linguaggio più importante del terzo millennio, quello dell’audiovisivo, non può rimanere fuori dal percorso educativo degli adolescenti. Vogliamo insegnarlo con la stessa metodologia che usiamo per le altre lingue. E ovviamente con tanti video da realizzare insieme». Una delle rappresentanti degli studenti, Paola Cellamare, ha realizzato un’altra iniziativa, molto divertente. Si chiama De Sanctis in a Day. «Abbiamo preso spunto da Italy in a Day di Salvatores (Rai Cinema, n.d.r.).

Gli studenti hanno raccolto, con i loro smartphone, piccoli video su alcuni momenti della loro giornata. Li abbiamo montati insieme in un unico film per raccontare la nostra visione della scuola. L’idea è di realizzare un vero e proprio format da replicare ogni anno con spunti diversi». A partire da settembre il percorso didattico sul cinema sarà inserito come arricchimento dell’offerta formativa del De Sanctis e sarà collegato con le attività di Alternanza Scuola Lavoro (trattative in corso con Cinecittà, Lux Vide e Panalight). Nel frattempo sono già allo studio altri progetti: Banchi capovolti, inchiesta sulla felicità (roba seria, mica Veltroni!) e La paura di Emily, uno splatter sul bullismo. Su YouTube c’è già l’hashtag: #desanctiscinema. A settembre, studenti e prof. verranno a trovarla, caro ministro. Gli adolescenti chiedono cinema. Non li deluda.

Andrea Piersanti

Tutti i profili di Piersanti che girano sono sbagliati. Duesse, per primo, può ricostruire la vera storia. Piersanti ventenne alla fine dei 70 lavorava non retribuito in una radio privata della capitale. Poi, per pagarsi l’università, con alcuni amici aprì un locale diventato subito una leggenda, il famoso “Cappellaio matto” di San Lorenzo (i resti sono ancora lì, a Via dei Marsi, vedere per credere). Il suo primo articolo, fra una birra e montagne di patate da sbucciare, fu un’intervista a Paolo Villaggio. Il pezzo venne rifiutato da tutti i magazine italiani. In quegli anni Villaggio era considerato un comico da 4 soldi: nessuno voleva un’intervista dove parlava di India, droga, giovani e delle sue vacanze da ricco in Sardegna con Suv imponente al seguito quando aveva paura di farsi riconoscere (e menare) dagli impiegati fantozzianamente in fila al molo. Alla fine l’intervista venne spedita a “Linus”, allora diretto da Fulvia Serra. Dopo un’attesa imbarazzante, una telefonata. “È tutto vero? – chiese Fulvia, e poi -. Sa, avevamo deciso di non pubblicare più interviste ma per questa faremmo un’eccezione”. Così iniziò il percorso professionale di Piersanti: dalla cucina di un pub fino alla Presidenza dell’Istituto Luce. In trent’anni ha fatto talmente tante cose (l’invenzione e la costruzione di www.cinematografo.it, Benigni dal Papa, l’Ente dello Spettacolo, ecc.) che qui lo spazio no…(to be continued)


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