IL RETAIL CERCA NUOVE STRADE. L’INDUSTRIA SI FA GREEN
Ci sono due messaggi importanti che questo numero di Progetto Cucina intende sottolineare. Il primo riguarda gli showroom. I negozianti intervistati nella doppia copertina di questo mese, riflettendo sulla situazione attuale del mercato, hanno adottato delle strategie nuove per raggiungere un duplice obiettivo: attirare nuovi clienti e far vivere il negozio per tutto l’anno. In fondo sono questi i problemi che da tempo assillano i retailer di mobili: i prodotti non si vendono più da soli e bisogna dunque trovare delle strade affinché i consumatori siano attirati all’interno dei punti vendita. Esistono esempi di chi ha saputo rinnovare l’approccio alla propria professione per rispondere a queste esigenze e nuove iniziative emergono anche dall’inchiesta dedicata ai modi di comunicare che i rivenditori stanno adottando nell’ultimo periodo. Il secondo messaggio, che si concentra nella pagine centrali del numero, riguarda la sostenibilità ambientale, affrontata da vari punti di vista. Il consulente Fabrice Leclerc analizza l’argomento dal punto di vista economico, sottolineando i vantaggi di questo tema strategico, che ormai non può più essere trascurato da nessuna azienda, e le buone prospettive che il sistema manifatturiero italiano ha per accreditarsi come “green” a livello mondiale. Il designer Massimo Iosa Ghini conferma che la tradizione italiana ha tutte le carte in regola per creare mobili ecosostenibili, sganciandosi tra l’altro in questo modo dalla lotta con la Gd nella fascia bassa del mercato. Ma cosa stanno facendo le aziende di cucine sul tema green? Dall’inchiesta dedicata a questo argomento si evince che molti marchi stanno operando da anni in tal senso o si stanno organizzando per raggiungere livelli accettabili di sostenibilità a tutti i livelli della filiera. Chi da tempo opera secondo un’etica green ha visto ridursi drasticamente, a livello industriale, le spese per i consumi di materiali ed energia e punta a raggiungere requisiti ancora superiori. Ma si è lavorato anche in termini di prodotto, benché la cucina per sua natura sia già scarsamente inquinante: vernici ad acqua, riduzione delle emissioni di formaldeide, materiali riciclabili, lunga durata sono le direttrici che tutte le aziende stanno seguendo. Si tratta ora di saper comunicare opportunamente ai consumatori gli sforzi fatti in questi anni. Perché l’anello critico è proprio questo: il cliente finale, che è sempre più alla ricerca di prodotti che sappiano soddisfare anche valori spirituali, in un’ottica di eliminazione di tutto il superfluo, e che per questo premia le aziende che pensano e agiscono in tal senso.

















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