Periodo di analisi sugli incassi e presenze, nel settore e tra gli osservatori. E anche su questo numero del nostro giornale, dove troverete articoli sul periodo natalizio, sull’annata solare da poco conclusa, sul box office internazionale. Dall’inizio delle feste natalizie in poi, complice la coincidenza con i bilanci finali sul 2011, sono iniziati ping pong tra associazioni e media, su letture spesso diverse sui numeri e sulle cause di cali contingenti o di lungo periodo. Per esempio, sul Natale c’è stata battaglia: per i giornali assistevamo a un crollo generale e disastroso del mercato, esercenti e industria correggevano – giustamente – imprecisioni sulle cifre ma sembravano in ansia sulle eventuali colpe di una campagna natalizia comunque meno felice del previsto. E che ha di conseguenza ulteriormente frenato le possibilità di recupero dell’anno in dirittura d’arrivo. Alla fine c’è stato un -14% tra il 16 dicembre e il 6 gennaio (e un -8% a fine anno, sempre come presenze). Nel merito entriamo nell’articolo di commento all’interno; ma ci sembra che, pur tra alcune cause oggettive di fondo che sono da considerare (la crisi, la pirateria e un calendario dei giorni festivi penalizzante), si eviti quasi sempre di soppesare bene le scelte “interne”; ovvero le campagne di lancio, il valore dei singoli film, e il posizionamento sul mercato. A parte l’aspetto marketing (non ci sembra si siano fatte scelte clamorosamente errate, anche se un paio di trailer o manifesti non invogliavano: ma siamo dalle parti dell’opinabile), ci sembra che qualcosa si possa discutere sulla forza complessiva dei film natalizi e sulla quantità di titoli validi per il pubblico; l’impressione è che a un certo punto, per ogni gruppo di spettatori a seconda del target, esaurite le prime scelte ci fosse poco da vedere; vanificando la caratteristica tipica delle visioni multiple nel periodo di vacanza. Aspetto che richiede anche un ragionamento sulle date di uscita: se pensiamo che a ottobre a un certo punto ci si è trovati in carenza di titoli forti, forse la corsa a uscire comunque a Natale o nelle sue vicinanze ha creato problemi più che opportunità a qualche film.
Ma pensiamo che alla fine l’aspetto decisivo sia la forza commerciale del prodotto (che non coincide sempre con la qualità: tutti hanno sottolineato che Vacanze di Natale a Cortina era meglio di altri cinepanettoni, ma qui si paga l’usura del format; altri film erano belli ma a quanto pare un po’ ostici per il pubblico). Prendiamo la discussione sulla crisi: incide sui consumi, e quindi sulla voglia di andare al cinema? Incide in parte sicuramente (e speriamo che prima o poi si stia tutti meglio, per il bene del Paese e della sua popolazione prima ancora che del cinema). Però non è che la crisi esiste tra Natale e l’Epifania e poi sparisce all’uscita del sequel di Immaturi e J.Edgar (partiti forte al box office). Si intravvede un rischio, anche quando si leggono i numeri del 2011: che si mettano sul piatto solo i fattori strutturali, pur importanti come il numero degli schermi; se la Francia ha quasi duemila schermi in più, noi ai 200 milioni di spettatori non ci possiamo arrivare (ma è difficile ipotizzare una crescita “pesante” di schermi per l’Italia, a parità di abitanti ma con una superficie nettamente minore). Mentre è evidente che le fortune di un’annata dipendono in primis dai grandi successi: Avatar, Alice in Wonderland e Benvenuti al Sud hanno trascinato il 2010, Che bella giornata e altri successi italiani hanno salvato il 2011 a rischio di serio crollo, causa debolezza hollywoodiana, e spinto in alto la quota del made in Italy. Allora sul cinema americano si cerchi di capire cosa funziona di più (ovviamente riflessione che ha soprattutto altre e lontane sedi, ovvero Hollywood) e cosa non ha nemmeno senso far uscire intasando le sale e ostacolando proposte più interessanti. Mentre per la produzione nazionale, si evitino formule ripetitive che rischiano di inaridire la vena attuale, scommettendo invece su una varietà che possiamo permetterci dall’alto di una quota vicina al 40%. Senza dimenticare l’estate: con la forza del nostro cinema, è sempre più assurdo andarsene in vacanza a giugno (a volte prima).
| Lun | Mar | Mer | Gio | Ven | Sab | Dom |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | ||
| 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 |
| 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 |
| 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 |
| 27 | 28 | 29 |

















Aggiungi un commento