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Iniziano a delinearsi le strategie e i programmi per la prossima estate, argomento che sembrava superato dopo i tanti successi usciti da giugno ad agosto negli ultimi anni (con il top nel 2008) ma che la battuta d’arresto di quest’anno ha fatto riemergere come tema d’attualità. Sembrerebbe che nel 2010, nonostante la coincidenza con i Mondiali di Calcio in Sudafrica (quindi con lo stesso fuso orario dell’Italia e quindi coincidenza tra orari delle partite e spettacoli nei cinema), i film ci saranno, e in gran numero. Comprendendo così il mercato che anche un evento sportivo, pur importante, non monopolizza mai per un mese intero l’attenzione generale ma al massimo solo le serate dei match principali (specie della nazionale azzurra). Nel mese di maggio, che un tempo era estate piena – cioè con i cinema che chiudevano e i pochi che resistevano mezzi vuoti – si scalderanno i motori con film che, se rispetteranno le attese, potranno avere un’interessante coda e relativa tenitura nei mesi successivi (fenomeno tipico dell’estate): alludiamo a Robin Hood (Universal) di Ridley Scott con Russell Crowe (la coppia che quasi dieci anni fa iniziò a prolungare la stagione con Il gladiatore proprio a metà maggio), al terzo episodio della trilogia Millennium, La regina dei castelli di carta (Bim), a due horror come il remake Nightmare on Elm Street e Final Destination 4 in 3D (entrambi Warner), alla commedia italiana Matrimonio e altri disastri (01) con Fabio Volo, Margherita Buy e Luciana Littizzetto. Ma è evidente che i giochi estivi partono da fine maggio-inizio giugno. Qui abbiamo la novità del film “giovanilista” italiano mixato al film che punta sulle passioni musicali ovvero Una canzone per te (Universal, 28 maggio), la trasposizione di un videogioco cult per un pubblico da multiplex come Prince of Persia - Le sabbie del tempo (Disney, 26 maggio), il sequel di Sex and The City (Warner, 4 giugno), la riproposizione di un mito televisivo come The A-Team (Fox, 11 giugno) con Bradley Cooper, Jessica Biel e Liam Neeson, il drammatico The Boys are back con Clive Owen (Disney, 18 giugno) e il dramma sentimentale Last Night (Medusa, 11 giugno), con Keira Knightley e Eva Mendes. Soprattutto, tra fine giugno e inizio luglio, quasi certo il terzo episodio della saga di Twilight, Eclipse (Eagle), che può essere quello che è stato Harry Potter negli ultimi anni, cioè il blockbuster dal risultato pressoché sicuro. Mentre due belle novità “di genere” ci saranno a luglio: un film di animazione di primo livello, oltretutto di una franchising amatissima e anche in 3D, come Toy Story 3 (Disney, 7 luglio) e una commedia, anch’essa al terzo episodio, a fine mese - praticamente in agosto - come Ti presento i piccoli con la coppia Ben Stiller-Robert De Niro. Speriamo che siano tutte date confermate e non soggette a spostamenti, e che anzi si aggiungano altri titoli. Considerando che riteniamo il day and date un’opportunità e non un dogma (come confermato dai successi di film usciti mesi dopo gli Usa come L’era glaciale 3, Up, lo stesso Nemico pubblico), potrebbe essere un’idea anche quella di spostare qualche film di qualche settimana o mese per alleggerire i mesi precedenti e rafforzare giugno o luglio: qualche film italiano, magari allettato dal possibile passaggio a Cannes, potrebbe lasciare i classici mesi di marzo e aprile, come pure l’hollywoodiano Scontro tra Titani o qualche film in 3D che potrebbe arricchire il fronte dei film per ragazzi. Ma anche da questo primo elenco, sembra che sulla carta i titoli siano forti e di grande varietà: in grado anche di sconfiggere i Mondiali di calcio… È ancora scoperto il fronte dei film di qualità, che fu la nota più dolente del 2009 e che oltre tutto possono contribuire a rendere ancora più drammatica la crisi delle sale cittadine. In questo senso, appunto, Cannes sarebbe importante, anche sul fronte dei film acquisiti o coprodotti dagli indipendenti. Soprattutto, serve in tutti la convinzione che il mercato non può più permettersi, in nessun segmento, di fermarsi per alcuni mesi. Lavorare 11 mesi all’anno è ormai obiettivo non più rimandabile.
Sulla carta i titoli sono forti e di grande varietà

Antonio Autieri


Antonio Autieri, nato a Milano il 12 gennaio 1969 (sposato, due figli: Francesco e Luigi), è direttore del periodico di cinema Box Office dal primo numero del giornale (gennaio 1997). In precedenza si era occupato di cinema e di home video su varie testate di settore (Trade Home Entertainment) o per il pubblico (Video News, One). Il cinema è il suo mestiere e, come per tutti quelli che se ne occupano, la sua passione. Che si è evoluta e “allargata” nel tempo: dai film di (vario) genere degli anni dell’infanzia e della preadolescenza, visti per lo più in televisione (animazione ma anche western, gialli di Hitchcock o tratti dai romanzi di Agata Christie, perfino horror – adesso non più… - e gli amati comici di Totò) è passato per la scoperta al cinema negli anni del liceo, dei grandi autori: Bergman, Kurosawa, Tarkovski, Wajda, Zanussi… E se i cineclub ormai scomparivano, tv e videocassette permettevano di approfondire conoscenze e passioni contemporanee (Allen, Scorsese, Moretti) e del passato (De Sica, Fellini, Leone) per arrivare poi con gli anni dell’università e delle prime esperienze lavorative a “consumare” di tutto, grazie anche a festival e anteprime stampa. Scoprendo così che un buon prodotto “industriale”, talvolta, è meglio del film d’autore pretenzioso o mal riuscito. E soprattutto che un film visto al cinema non ha paragoni. Come il figlio più grande (Francesco, 5 anni) ha già avuto modo di imparare. I suoi film preferiti: Le notti di Cabiria, C’era una volta in America, Broadway Danny Rose e Manhattan.


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