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Il secondo semestre 2009 ha “responsabilità” notevoli per il mercato. I primi sei mesi sono stati appena sufficienti, “salvati” dalle performance dei film in 3D e da pochi film di grande incasso (su tutti Angeli e demoni). Ma, anche tra questi, sono stati più i risultati inferiori alle aspettative – a volte, forse, esagerate – che le sorprese positive. Mentre scriviamo è appena uscito un importante blockbuster (Transfomers 2) ed è imminente l’uscita del titolo più atteso dell’estate, Harry Potter e il principe mezzosangue, che auspicabilmente dovrà ottenere i numeri che ci si aspetta dal sesto episodio della saga. Ma dopo qualche settimana di intervallo (periodo di ferie estive per gli italiani), si prevedono mesi di uscite importanti, che potete trovare documentate in vario modo in questo numero speciale: i listini pubblicitari delle case di distribuzione, il libretto Screenings con gli elenchi completi e i riferimenti delle aziende, l’allegato con le interviste ai responsabili commerciali. Sono previste le uscite di sicuri successi e di tante possibili sorprese. Saranno, per esempio, da fine agosto a novembre mesi di altre forti uscite in 3D a cominciare da L’era Glaciale 3 - L’alba dei Dinosauri, G-Force - Superspie in missione, lo strepitoso Up visto a Cannes (che negli Usa ha superato i 200 milioni di dollari), A Christmas Carol. Ci saranno tanti blockbuster come G.I. Joe - La nascita dei cobra, Pelham 1 2 3: un ostaggio al minuto, Nel paese delle creature selvagge, il remake di Fame, 2012, The Wolfman, Segnali dal futuro. E ovviamente l’attesissimo seguito di Twilight, New Moon. Non mancheranno titoli firmati da grandi registi spesso accompagnati da grandi attori, come Gli abbracci spezzati di Pedro Almodóvar con Penélope Cruz, Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino con Brad Pitt, Shutter Island di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, A Serious Man dei fratelli Coen, The Informant di Steven Soderbergh con Matt Damon, cui aggiungiamo Parnassus di Terry Gilliam con Heath Ledger, La ragazza che giocava con il fuoco, sequel di Uomini che odiano le donne, primo episodio della trilogia Millennium. Sul fronte degli italiani, segnaliamo tra gli altri Baarìa di Giuseppe Tornatore (che aprirà la Mostra di Venezia), Amore 14 di Federico Moccia, Il grande sogno di Michele Placido con i divi Scamarcio e Argentero, che ritroveremo separati rispettivamente in La prima linea e Oggi sposi, Matrimonio e altri disastri con Fabio Volo. Ma non sono da dimenticare anche film d’autore più difficili (come i vincitori dei due premi principali a Cannes, Il nastro bianco e Il profeta) e film medi di genere, importanti non solo per arrotondare i numeri ma per rafforzare il rapporto con gli appassionati più fedeli. Infine, a completare un semestre sulla carta molto importante, un programma di Natale fortissimo: usciranno infatti Natale a Beverly Hills, il nuovo film di Leonardo Pieraccioni Io e Marilyn, l’atteso Avatar in 3D, che segna il ritorno alla regia di James Cameron (a 12 anni da Titanic), Nemico pubblico di Michael Mann con Johnny Depp, Sherlock Holmes con Robert Downey Jr e Jude Law, Brothers con Tobey Maguire, Natalie Portman e Jake Gyllenhaal, i film di animazione La principessa e il ranocchio, Planet 51 e Astro Boy, il divertente ed emozionante Looking for Eric di Ken Loach, molto applaudito a Cannes, il nuovo film di Woody Allen Whatever Works, The Box con Cameron Diaz, la commedia Happy ever Afters… Sulla carta sono le migliori feste di Natale al cinema degli ultimi anni. Quelli citati sono solo alcuni dei titoli che prevediamo di successo; altri diventeranno magari importanti strada facendo. Ci sembra indubbio che il prodotto per fare buoni numeri ci sia. L’ideale per combattere la tendenza allo scoramento che assale, ai primi insuccessi imprevisti, gli operatori. Che oggi registrano un segno meno nei bilanci della prima parte dell’anno. Fra sei mesi potrebbero cantare vittoria. È quello che ci auguriamo tutti, anche per superare un momento non facile per l’economia generale.

Antonio Autieri


Antonio Autieri, nato a Milano il 12 gennaio 1969 (sposato, due figli: Francesco e Luigi), è direttore del periodico di cinema Box Office dal primo numero del giornale (gennaio 1997). In precedenza si era occupato di cinema e di home video su varie testate di settore (Trade Home Entertainment) o per il pubblico (Video News, One). Il cinema è il suo mestiere e, come per tutti quelli che se ne occupano, la sua passione. Che si è evoluta e “allargata” nel tempo: dai film di (vario) genere degli anni dell’infanzia e della preadolescenza, visti per lo più in televisione (animazione ma anche western, gialli di Hitchcock o tratti dai romanzi di Agata Christie, perfino horror – adesso non più… - e gli amati comici di Totò) è passato per la scoperta al cinema negli anni del liceo, dei grandi autori: Bergman, Kurosawa, Tarkovski, Wajda, Zanussi… E se i cineclub ormai scomparivano, tv e videocassette permettevano di approfondire conoscenze e passioni contemporanee (Allen, Scorsese, Moretti) e del passato (De Sica, Fellini, Leone) per arrivare poi con gli anni dell’università e delle prime esperienze lavorative a “consumare” di tutto, grazie anche a festival e anteprime stampa. Scoprendo così che un buon prodotto “industriale”, talvolta, è meglio del film d’autore pretenzioso o mal riuscito. E soprattutto che un film visto al cinema non ha paragoni. Come il figlio più grande (Francesco, 5 anni) ha già avuto modo di imparare. I suoi film preferiti: Le notti di Cabiria, C’era una volta in America, Broadway Danny Rose e Manhattan.


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