Editorialisti

03 Aprile 2017

Rinnovarsi

share Arianna Sorbara

Dopo anni di calma, mai come negli ultimi tempi, abbiamo assistito a così numerosi giri di poltrone all’interno delle aziende. Non parliamo solo di commerciali e di marketing - che tra tutte le cariche sono quelle che più si prestano a cambiamenti - ma di vertici delle società. Quello che abbiamo notato è che, a parte qualche volto conosciuto, molti provengono dall’extra settore, il che significa che non hanno alcuna familiarità con il nostro mercato e che si portano dietro un bagaglio di esperienze e un backgroud multidisciplinare che potrà solo far bene alle imprese. Ce n’era bisogno?... più di un negoziante si è chiesto...

A parte qualche sostituzione “choc”, che nessuno si sarebbe aspettato (neanche noi!), a nostro parere i cambiamenti, se fatti con criterio, se ragionati, possono portare a risultati positivi. Del resto, un mercato come il nostro, dopo anni di prolungato stallo, secondo noi ha bisogno di essere affrontato, guardato, approcciato, vissuto e maneggiato anche con nuovi occhi. E, a voler guardare, questi manager hanno portato infatti un vento di cambiamento non indifferente, perché - chi più chi meno tra loro - hanno lanciato fin da subito nuovi stimoli ai collaboratori e ai partner commerciali sotto forma di idee, proposte, strategie.

E, in alcuni casi, anche nuovi approcci al business, forti della loro esperienza maturata in altri campi. Certo, il retail - soprattutto in passato - non è sempre stato così rapido ad assimilare i cambiamenti, ma dobbiamo riconoscere che, mai come in questi ultimi tempi, è stato propositivo e reattivo. E questo è un segnale più che positivo perché lascia intendere che c’è voglia di nuove alleanze e voglia di rinnovarsi. E perché no, anche voglia di osare.

Arianna Sorbara

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


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