Editorialisti

06 Aprile 2017

TUTTO E NIENTE...

share Elena Reguzzoni Trade Bianco

La volontà di Unieuro di configurarsi come il “consolidatore” del retail technical, ovvero come il player che aggregherà le maggiori quote di mercato in un perimetro distributivo fisico destinato a concentrarsi, non ha certo stupito e va anche contestualizzata nel panorama di un’azienda che va a vendere il 42,5% delle proprie azioni sul mercato istituzionale non potendo certo esibire - come tutti i retailer eldom - grandiosi utili, anzi. Al di là di ciò, le affermazioni di Giancarlo Nicosanti, ad della catena, hanno però contribuito ad aumentare il nervosismo che si respira nel canale, anche a seguito di un avvio d’anno non particolarmente tranquillizzante.

D’altra parte, ormai è evidente che la dinamica della concentrazione è in atto e non si fermerà (le difficoltà non caleranno e in più l’online è destinato a crescere anche per il solo fatto che le nuove generazioni di shopper sono tutte digitali…), tuttavia, come affermato più volte, la selezione rischia di disegnare un canale con pochissime realtà che si spartiscono grande parte degli acquisti, ma anche più povere di oggi.

Quindi, senza farlo uscire da quella palude dei volumi a qualsiasi costo nella quale da anni annaspa e quindi di costringerlo definitivamente a un graduale impoverimento e a un rinnovamento solo di facciata. Ma, anche, come ha evidenziato un manager del trade: “a continuare a fare mestieri diversi: i rivenditori diretti, i franchiser, i grossisti e i retailer digitali. Insomma tutto e niente”. Perché, paradossalmente, seppure oggi molti retailer concordano che quello che sarà sempre più strategico sono la propria insegna e la propria rete di pv, poi però sono tanti quelli che - oggi più che nel passato - fanno di tutto per recuperare milioni di euro di fatturato dedicandosi ad altre attività, anche decisamente poco conciliabili fra loro, come quella della ridistribuzione ai pure player.

E sono tuttora tante anche le realtà diverse per natura, struttura societaria e per obiettivi (oltre che per peso) che si trovano a far parte della medesima compagine (e quindi insegna). D’altronde, la verità è che in un momento nel quale il mondo del retail ha di fronte sfide epocali, purtroppo il canale eldom si illude ancora che il futuro possa essere disegnato rastrellando fatturato di qua e di là e continuando a dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ma anche ritrovandosi anno dopo anno a essere sempre in meno a comporlo...