Creare un circolo virtuoso
Dedichiamo la copertina di questo numero a un’inchiesta incentrata sui margini in cui abbiamo coinvolto in prima persona l’industria per capire in che modo stanno operando per preservare la redditività dell’ultimo anello della filiera.
Le iniziative da parte dell’industria sono numerose, basti pensare alla frequente proposizione di innovazione di prodotto di tipo estetico, ma soprattutto di carattere tecnico (un aspetto, questo, forse un po’ sottovalutato fino a questo momento) dove la qualità tende a coniugarsi sempre più spesso con un posizionamento al pubblico più accessibile; alla flessibilità produttiva, al servizio, al supporto di marketing e a quello formativo finalizzato a facilitare e a coadiuvare i propri partner in fase di vendita. C’è poi chi fa leva sull’ottimizzazione della logistica, sulla rapidità nei tempi di consegna, sul rispetto di zona nella distribuzione dei propri prodotti e su una gestione attenta del proprio listino e della scontistica.
A questo punto, qual è il compito della distribuzione? Innanzitutto è necessario operare sempre più in una logica di partnership reale con l’industria. Questo significa cessare di essere luogo di semplice veicolazione di prodotto per approcciare in maniera ancora più propositiva l’utente finale offrendo servizi, assistenza e garantendo una forte professionalità in fase di vendita. L’esito non potrà che essere la creazione di un circolo virtuoso.
Non solo. Un grande sforzo va fatto anche sul piano dell’efficienza e della razionalizzazione dei costi, un passaggio pressoché obbligato per far fronte alla crisi in atto. Un passo, questo, che l’industria sta già facendo.

















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