Editorialisti

05 Maggio 2011

Una tv accesa per ferie

Linda Parrinello

Ci risiamo, li aspettiamo al varco. Come ogni stagione, al pari delle rondini a primavera, tornerà l’estate col suo carico di repliche di signore in giallo, medici in famiglia, ispettori Derrick, famiglie Cesaroni, cani Rex, commissari Montalbano. E poi contenitori del mattino in cui ci si trascina tra consigli su diete e abbronzature, seguiti a sera da premi e concorsi di bellezza, festival e sfilate a go go. Come aspettiamo al varco i giornalisti che torneranno a lamentarsi di una tv chiusa per ferie, i lettori costretti a casa che scriveranno ai giornali per protestare contro l’assenza di una programmazione decente, nonché le associazioni di consumatori che non mancheranno di lanciare l’ennesimo appello a non pagare il canone dei mesi relativi al letargo estivo. «Era già tutto previsto», canterebbe a questo punto un Riccardo Cocciante d’annata, cui farebbero da controcanto i responsabili dei palinsesti intenti a spiegare come, in un periodo dell’anno in cui gli investimenti pubblicitari flettono, le repliche sono quanto consentono loro di programmare i budget. Al che non mancherebbero di ribattere quegli inserzionisti che, anche volendo, non se la sentono di spendere per piazzare i loro spot all’interno di una tv pressoché lobotomizzata. Insomma, sembra la solita storia del cane che si morde la coda. Sarà così anche a partire da fine maggio in poi? Si teme di sì, seppur qualcosa si stia muovendo. Come il satellite (in particolare i canali Fox Italia), che proprio durante i mesi estivi ha cominciato a lanciare alcune novità. Audience e abbonamenti a prescindere, l’impressione che se ne ricava è quella di una tv più attenta ai telespettatori, perché nessun iperottimista può pensare che tutti gli italiani stiano in vacanza a oltranza fino a settembre. E questo, alla lunga, non può non fare la differenza. Se ne sono accorti in Mediaset che, come spiega il direttore generale dei contenuti Alessandro Salem nell’intervista di copertina, ha intenzione di rimanere accesa il più possibile, programmando alcuni show di richiamo. L’intenzione è, in una stagione a secco dei grandi eventi sportivi, di intercettare buona parte di quei 100mln di euro che gli inserzionisti hanno speso durante gli ultimi Mondiali, offrendo loro delle pregiate occasioni per pianificare. In più, alla lunga, si intende scongiurare l’insorgere di una frequentazione assidua delle sat sul telecomando a danno delle generaliste. Certo, a quest’ultime per tenere desta l’attenzione non basterà trasmettere qua e là qualche stentato pilot affidato alla starlette di turno, l’ennesima soap tedesca o i collage di programmi d’archivio tanto cari in Rai, ma per risolvere certe serate può bastare anche una modesta trovata editoriale, come quella dei cicli dedicati ai film di Bollywood che solitamente premiano RaiUno. Come ebbe a premiare – a proposito di un’informazione che in estate non approfondisce – a suo tempo un Enrico Mentana al timone di una versione semi-estiva di Matrix e, recentemente, la coppia Luca Telese-Luisella Costamagna col loro In onda su La7.
La verità è che destagionalizzare è ormai la parola d’ordine ovunque dal food (vedi Ferrero) al cinema, basti dire che tra fine giugno e agosto usciranno nelle sale titoli come Harry Potter 7 (parte seconda), Transformers 3, Cars 2 e Kung Fu Panda 2, mentre negli Usa Abc, Nbc, Cbs e Fox programmeranno proprio in estate diverse nuove stagioni dei loro show di punta.
Certamente non ci si può aspettare da subito sfaceli, né in termini di pubblico né di raccolta, ma che settore è – e parliamo in termini esclusivamente commerciali – quello che volta le spalle ai propri clienti (nel senso di spettatori e investitori) per almeno tre mesi l’anno?

Linda Parrinello

In Editoriale Duesse da: non ricordo più…

Secondo me, la televisione è: mediamente peggiore di chi la guarda e di chi la fa

Scrivere di televisione è: utile quando si informa sui contenuti, interessante quando si approfondisce il mercato, superfluo quando si punta sul puro gossip

I programmi che preferisco: quelli che parlano al cervello

I programmi che evito: quelli che mirano alla pancia

Il programma più amato: “I Simpson”

La tv di qualità è: quella che ha un suo stile

La sigla dell’infanzia: “Luna Park” del ‘79

La sigla della maturità: “Mad Men”

A proposito di quelli che la sanno lunga: “La televisione non potrà reggere il mercato per più di sei mesi. La gente si stancherà subito di passare le serate a guardare dentro una scatola di legno” (Darryl F. Zanuck, fondatore della 20th Century Fox - 1946)


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