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Gran Turismo 5 potrebbe non uscire in Italia. Così hanno titolato parecchi giornali a fine agosto e, sebbene noi non crediamo affatto che si arrivi a tanto, la vicenda è perlomeno curiosa.
Il Consorzio per la tutela del Palio di Siena, infatti, vorrebbe bloccare l’uscita del gioco, prevista per il prossimo 3 novembre, per evitare che la manifestazione venga svilita, visto che in Gran Turismo 5 si corre anche nella famosa piazza e appaiono le bandiere delle contrade.
È fuor di dubbio che Sony avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione, perché ora si trova in una posizione “scomoda”, in cui dal punto di vista legale potrebbe davvero dover togliere i simboli delle contrade dal videogame o bloccare l’uscita del prodotto, un’eventualità che arrecherebbe un danno irreparabile sia dal punto di vista dell’immagine, sia da quello commerciale, visto che si tratta del titolo di punta della stagione, attesissimo dai fan da parecchi anni.
D’altronde Siena è ben abituata alla gestione dell’immagine del suo Palio, sia per le polemiche che si innescano frequentemente con gli animalisti, sia per l’utilizzo cinematografico dell’evento, come avvenuto in Piazza delle Cinque Lune di Renzo Martinelli e perfino nell’ultimo James Bond, Quantum of Solace.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Anna Carli, amministratore delegato al marchio del Consorzio, afferma che «vista la non attinenza del videogioco con la storia e i riferimenti alla nostra Festa, nello specifico con l’uso delle immagini delle bandiere delle Contrade, non ne avremmo comunque autorizzato l’utilizzo». Tale dichiarazione fa pensare che tutta la faccenda non sia legata a una richiesta di denaro (e meno male, perché nessuno crede che Gran Turismo abbia bisogno di avere le bandiere delle contrade per vendere) ma che sia piuttosto una questione di principio. Assolutamente legittima, ma che purtroppo rischia di trasformarsi in un pericoloso autogol per il Palio. Al posto di beneficiare della pubblicità gratuita che un prodotto di altissima qualità da milioni di copie in tutto il mondo le assicura, si sta già attirando le feroci antipatie dei videogiocatori italiani. A cui sarà difficile spiegare perché il Palio si può vedere al cinema, mentre nei videogiochi no. Al momento in cui andiamo in stampa Sony non rilascia ancora commenti ufficiali, ma assicura che tutto si sta aggiustando e che il gioco uscirà nei tempi previsti. Meno male, non vorremmo proprio trovarci nella situazione di dover andare in piazza a Siena in segno di protesta.

Luca Maragno


Nato a: Monza il 28-2-75

In Editoriale Duesse dal: 1995

Esperto in: cinema, telefilm, videogame strategici e computer Mac.

Quando non scrive su Game Informer si occupa di: dirigere film e cortometraggi, scrivere canzoni.

Gli piace: i vestiti e le scarpe Timberland, la tecnologia Apple, la piadina romagnola e la polenta bergamasca.

Non ama: la tv e il calcio non giocato

Il film rivisto più volte: C'era una volta il West

Il brano musicale che cambia la vita: C'era una volta il West con il testo di Dulce Pontes

Si è innamorato dei videogame grazie a: The Last Ninja, Maniac Mansion, Resident Evil, Golden Eye, F355


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