e-duesse / Editorial(ist)i / Massimo Gianvito

Secondo gli studi di settore attualmente in Europa ci sono più di 1.800 progetti di centri commerciali per una superficie complessiva affittabile di oltre 37 milioni di mq.

Per l’Italia si stimano nei prossimi anni almeno quattro milioni di metri quadrati e sono diversi gli shopping center di prossima apertura o di cui è già stata annunciata la costruzione in tempi brevi. Le nuove realizzazioni riguarderanno sempre più le città medie e quelle piccole e le regioni meridionali. Crescerà anche l’importanza delle ristrutturazioni delle strutture più datate. È difficile dire ora se tutti i progetti si tramuteranno in realtà, le variabili da considerare sono diverse: dalla crisi economica, che ha colpito anche questo mercato, alla crescente avversione delle pubbliche amministrazioni italiane verso le grandi superfici. Si tratta comunque di un’opportunità di non poco conto che si presenta agli operatori, siano essi retailer o fornitori. In base ai dati di cui disponiamo oggi, possiamo affermare che una parte delle nuove strutture comprenderà ancora un ipermercato.

Nel più ampio dibattito sul futuro dei centri commerciali, importanti esponenti della distribuzione, e del settore immobiliare, si sono espressi, infatti, a favore di questo format affermando come lo stesso abbia ancora un avvenire (indicandolo addirittura come parte integrante di un centro commerciale “ideale”) e sottolineandone alcuni aspetti positivi come per esempio la maggiore rispondenza alle problematiche ambientali e la maggior efficienza logistica rispetto a un punto vendita collocato in un centro urbano. Certo all’ipermercato si chiede di cambiare (la concorrenza delle altre “àncore” nei centri commerciali oggi è tangibile), di essere più moderno, più vicino alle esigenze dei consumatori e, in certi casi, anche più snello e più efficiente. Queste considerazioni rientrano nelle più generali riflessioni sul centro commerciale che gli analisti indicano nel prossimo futuro sempre più come un luogo di “incontro” e sempre meno un luogo di commercio in senso stretto. Al di là delle formule l’obiettivo, però, non cambia: continuare ad attirare i consumatori nei punti vendita. Le auspicate nuove aperture, meglio se realizzate con standard al passo con i tempi, non potranno che aumentare le opportunità di business per tutti i settori merceologici presenti in un centro commerciale, ipermercato compreso. E quest’ultimo confermerà, ancora per molto tempo, la sua natura di polo di attrazione.

Massimo Gianvito


Sono nato a Milano nel lontano 1967 e sono entrato in Duesse nel dicembre
del 1998 dove mi sono occupato di varie cose;

da qualche anno la grande distribuzione organizzata è diventata il mio pane quotidiano.

Mi piace il mare, leggere, viaggiare, curiosare e andare al cinema, meglio se in un multiplex di un centro commerciale perché le poltrone sono comode, lo schermo è grande e si trova parcheggio (quasi sempre).

Libri preferiti in assoluto: I Miserabili, L'isola del tesoro e Il ritratto di Dorian Gray.

Film preferiti: I soliti sospetti, Le Iene e continuo a divertirmi guardando Il Marchese del Grillo (Alberto Sordi è ancora insuperabile).

Qualcuno dice che sembro un po' "vecchio", ma secondo me è tutta invidia.

Non mi piace molto parlare di me (motivo per cui non vorrei dilungarmi troppo) e non mi trovo a mio agio con le persone "false".

Il mio ipermercato preferito? Quello dove si può trovare veramente di tutto, anche ciò che non ti aspetti.


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