E' rivoluzione nel business dell'usato
Tra pochi giorni esordirà sul mercato una nuova soluzione tecnologica che in breve tempo potrebbe modificare profondamente le meccaniche di vendita dei videogiochi usati e il loro peso sui fatturati delle diverse catene. Si chiama Online Pass, ed è una sorta di tassa che Electronic Arts introdurrà nei propri prodotti. Si tratta di una fee di 10 dollari che chi acquista un videogioco usato dovrà pagare per poterlo utilizzare nuovamente online e che esordirà con il lancio di Tiger Woods PGA Tour 11 dal prossimo 2 luglio. L’idea di EA è già stata accolta positivamente da molti altri publisher, tra cui THQ (che già ha iniziato aproporre un sistema simile per i contenuti aggiuntivi scaricabili), Ubisoft e Sega, che pare sia concorde, secondo quanto dichiarato dal Ceo Mike Hayes, nel voler a breve seguire un modello di business che premi gli utenti decisi ad acquistare il gioco nuovo con contenuti online gratuiti e che, in un secondo step, consenta al publisher di continuare a guadagnare anche sull’usato facendoli successivamente pagare. Certamente la scelta di EA (che influirà drasticamente sulla fruizione di titoli usati come Fifa, Need For Speed, Battlefield, solo per citare alcuni dei più venduti in Italia) potrebbe avere presto delle ripercussioni sulla gestione dei prodotti preowned da parte delle catene o dei negozi in cui l’usato ha un peso consistente sul fatturato e dove viene utilizzato come un potente strumento di marketing. Ma GameStop, attraverso le dichiarazioni del Ceo Dan Di Matteo, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, si è già detta entusiasta e pronta a cavalcare questa novità come nuova fonte di business. Più in generale però, almeno per il nostro Paese, rimangono diverse incognite a cui, in brevissimo tempo, si dovrà dare risposta. Bisognerà capire ad esempio cosa stabilirà la legge per l’esposizione di confezioni non più conformi al contenuto (già diventate un caso legale in USA, come potete leggere sul nostro sito al link www.e-duesse.it/News/Videogiochi/GameStop-in-causa-per-il-DLC-87260/%28language% 29/ita-IT) e, soprattutto, verificare se i consumatori saranno ancora così propensi all’acquisto dell’usato con differenze di prezzo che, a conti fatti, diventeranno molto probabilmente esigue. Non mancheremo ovviamente di tenervi aggiornati con notizie e approfondimenti sui prossimi numeri della rivista.

















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