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Specializzati “a prova di bomba”

In questo numero di TIM, come potete leggere a pag. 22, I mistery shopper (redattori camuffati da potenziali clienti) sono tornati in azione. Spesso infatti, per rendersi veramente conto di che aria tira, l’unica cosa da fare è tastare personalmente il polso del trade specializzato recandosi personalmente nei negozi. Coloro che davano in via di estinzione i piccoli punti vendita di videogame dovranno ricredersi: possiamo affermare senza timore di smentita che, oltre al colosso GameStop, anche i progetti di rilancio per il trade specializzato portati avanti da insegne come OpenGames, GamesBond e GameLife stanno riuscendo con successo nel proprio intento, ovvero quello di garantire ai publisher in Italia una distribuzione al dettaglio sempre più capillare, efficiente e soprattutto competente. I prezzi sono ormai allineati con quelli della grande distribuzione, con il vantaggio che il cliente può avvalersi di una vendita assistita per essere sicuro di non sprecare i propri risparmi. Gli assortimenti sono completi, tanto che risulta davvero difficile non trovare il titolo desiderato o il prodotto che fa al caso proprio. Inoltre, particolare da non sottovalutare, presso ogni negozio abbiamo trovato accoglienza e disponibilità anche senza metter mano al portafoglio. Detto questo ci sono ancora elementi su cui lavorare per il futuro. I trend mondiali parlano chiaro: recenti dati (fonte Newzoo Game Business) rivelano che in UK e in USA le vendite dei giochi nuovi per console valgono poco più del 50% della spesa totale. Questo significa che trattare l’usato (per chi ancora non lo prevede) diventerà obbligatorio, sfruttando il trade-in come vero e proprio strumento di fidelizzazione. Inoltre non bisognerà sottovalutare il potere dei side business, continuando a seguire con molta attenzione tutti gli scaffali dedicati a ciò che non è software o accessori: action figure, gadget e merchandising affine al mondo videoludico si trasformano in linfa vitale quando le release conoscono momenti di stasi. Infine occhi aperti sulle limited edition: purtroppo non possiamo ancora svelare nulla*, ma vi garantiamo che a breve ne verranno annunciate di faraoniche e super personalizzate. Non proporle nel proprio punto vendita si tramuterebbe in un grosso vantaggio per i competitor.

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Matteo Bonassi


Nato a: Milano il 9/7/76

In Editoriale Duesse dal: 1/4/2001

Esperto in: percuotere qualsiasi oggetto purchè suoni, racing game, qualche sparatutto se giocato a livello molto semplice e adepto della serie Madden.

Quando non scrive su TIM si occupa di: rock n'roll, tecnologia (ma solo quella divertente) e moto (ma solo quelle che vanno "di traverso").

Gli piace: tutto ciò che è marchiato Apple, il suono della mia Gretsch, il Milan di Sacchi e il sushi in quantità industriale.

Non ama: i Coldplay, il ballo latino americano, le cose che si guastano senza motivo e svegliarsi all'alba quando non si tratta di andare in snowboard.

Il film rivisto più volte: Lords Of Dogtown (Catherine Hardwicke).

Il brano musicale che cambia la vita: Suck My Kiss (Red Hot Chili Peppers).

Si è innamorato dei videogame grazie a: Burger Time, Geoff Crammond F1 GP2 e i rotondissimi "pixel" di Lara Croft.


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