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Siate realisti, domandate l'impossibile

  • Elicone: Buongiorno, Caligola.
  • Caligola: Buongiorno, Elicone.
  • E: Sembri affaticato.
  • C: Ho camminato molto.
  • E: Sì, la tua assenza è durata molto.
  • C: Era difficile da trovare.
  • E: Che cosa?
  • C: Quello che volevo.
  • E: E che volevi?
  • C: La luna.
  • E: Che?
  • C: La luna. Sì, volevo la luna.
  • E: Ah, e per fare cosa ?
  • C: È una delle cose che non ho.
  • E: Sicuramente. E adesso è tutto a posto ?
  • C: No, non ho potuto averla. Sì, ed è per questo che sono stanco. Tu pensi che io sia pazzo?
  • E: Sai bene che non penso mai. Sono troppo intelligente per pensare.
  • C: Si, d’accordo. Ma non sono pazzo, e posso dire perfino non essere mai stato così ragionevole come ora. Semplicemente mi sono sentito all’improvviso un bisogno di impossibile.
  • Le cose cosi come sono non mi sembrano soddisfacenti.
  • E: È un’opinione diffusa.
  • C: È vero, ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo cosi com’è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna, o della felicità, o dell’immortalità, di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo.
  • E: È un ragionamento che sta in piedi. Ma, in generale, non lo si può sostenere fino in fondo, non lo sai?
  • C: È perché non lo si sostiene fino in fondo che non lo si sostiene fino in fondo. E non si ottiene nulla. Ma basta forse restare logici fino alla fine.
  • E: Io so ciò che pensi. Quante storie, per esempio per la morte di una donna.
  • C: No, Elicone, non è questo. Mi sembra di ricordare, è vero, che alcuni giorni fa è morta una donna che io amavo. Ma cos’è l’amore? Poca cosa. Questa morte non è niente, te lo giuro. Essa è solo il segno di una verità che mi rende la luna necessaria. È una verità molto semplice e perfettamente chiara, un po’ stupida forse, ma difficile da scoprire e pesante da portare.
  • E: Ma, in fin dei conti cos’è la verità, Gaio ?
  • C: Gli uomini muoiono e non sono felici.


dal CALIGOLA di Albert Camus

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Razione K


La razione K è una razione individuale giornaliera di sopravvivenza introdotta dagli statunitensi nel 1942 nel corso della seconda guerra mondiale e fu formulata dal fisiologo americano Ancel Keys. Attualmente le razioni K si sono largamente diffuse e sono usate anche dall’esercito italiano e si presenta come un sacchetto sottovuoto verde scuro, contrassegnato da diversi colori per stabilirne le differenti versioni, in cui cambiano gli alimenti. Solitamente è composta da pasta e fagioli, tonno, tacchino o maiale, medaglioni di carne, sgombro, carne bovina o pollo. All'interno vi si trovano inoltre pastiglie per disinfettare l'acqua, fibra da assumere in pillole, un supporto per cuocere le pietanze, tavolette combustibili, fiammiferi, sali minerali in polvere e una confezione monouso per l'igiene dentale. Ovviamente, date le necessità di conservazione, non vi è rappresentata la verdura, mentre la frutta è presente in diverse componenti, secca o in barrette, sottovuoto o sciroppata, etc. Per gli stessi motivi di conservazione, il latte è sempre condensato.

Per noi rappresenta il concentrato di un pensiero, normalmente filosofico-economico, che abbiamo trovato interessante e che ci piace condividere con i nostri lettori. Leggere (consumare) Razione K non arreca danno a noi stessi e agli altri, dunque ciascuno sceglierà se leggerla o meno, se trarne beneficio o meno.

Razione K è una rubrica curata dalla redazione di Business People, che ogni mese propone cosa consumare (leggere) per la nostra salute


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