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Il consumatore ha una percezione elevata del valore degli elettrodomestici. Così Maurizio Infantino, direttore commerciale free standing Italia di Indesit Company, riassume nell’intervista di copertina di questo mese il risultato di una recente ricerca. Secondo questo studio, la spesa preventivata dal consumatore per l’acquisto di un prodotto è mediamente più alta rispetto a quanto realmente si trova a spendere una volta arrivato nel punto vendita. Se è così, allora diventa decisamente conveniente assecondare questa propensione degli utenti finali a spendere mediamente di più. Tutto ciò, infatti, non può che andare a vantaggio dell’intero mercato, che oggi invece pare in seria difficoltà a trovare modalità efficaci per valorizzare un’offerta che comunque ha molti meriti in termini di innovazione e design. Un altro aspetto che avvalora ulteriormente quanto affermato è da ricercare negli ultimi dati di mercato rilevati, da cui emerge una reale predisposizione dei consumatori ad acquistare prodotti in classe di efficienza energetica più alta: un esempio su tutti, quello dei frigoriferi e dei congelatori, settori in cui il peso a volume della classe A+ emerge in maniera sempre più significativa.
Come è stato possibile raggiungere questo risultato? Difficile dirlo ma è altrettanto onesto supporre che la massiccia campagna che è stata fatta sugli incentivi nel 2007 abbia giocato un ruolo di prim’ordine nella sostituzione dei prodotti obsoleti a favore di quelli di più recente lancio. Peccato però che i valori del mercato del freddo non siano cresciuti al pari del sell out a volume; un trend che probabilmente indica che non si è voluto scommettere sulla predisposizione del cliente finale a preventivare un budget consistente per ottenere un reale beneficio.
Occorre prendere al volo questa tendenza e trasportarla un po’ in tutti i settori del mercato eldom, informando i consumatori sui ritorni concreti derivanti dagli elettrodomestici ad alto valore aggiunto che, potenzialmente, risultano essere gli unici, sia per il loro più alto posizionamento sia per i margini da essi derivanti, in grado di portare utili nelle casse dei negozi e nei bilanci dell’industria.

Vito Sinopoli


Nato a: Rho (MI) il 15/03/1964.

In Editoriale Duesse da: sempre.

Esperto in: NIENTE.

Quando non scrive su Business People si occupa di: sto con i miei ragazzi, leggo fumetti, vado al cinema, sento musica e vedo gente.

Cosa gli piace: mia moglie, correre, frequentare mostre e musei, la musica black.

Non ama: i moralisti, i giornalisti tromboni, i reality, i logorroici.

Il film rivisto più volte: IL PADRINO.

L'artista musicale preferito: Stevie Wonder e David Bowie.

Il libro: le lettere di Berlicche (CS Lewis)


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