31 Gennaio 2019  10:00

Nasce a Milano l’ADI Design Museum

Elena Rembado
Nasce a Milano l’ADI Design Museum

ADI – Il Museo narrante, disegno di Ico Migliore

Con i suoi 5.135 mq di superficie, sarà un museo narrante, ovvero un punto di riferimento di livello internazionale per tutte le attività che ruotano intorno al design

Il panorama meneghino del design si arricchisce con la nascita dell’ADI Design Museum Compasso d’Oro, un’esposizione permanente con oltre 2 mila oggetti premiati dal 1954 a oggi (con nuove acquisizioni a ogni edizione del premio), mostre tematiche, spazi per riunioni di lavoro e manifestazioni pubbliche. L’ex area industriale tra via Ceresio e via Bramante - 5.135 mq di superficie, di cui 3 mila riservati alle aree espositive - è stata interamente riprogettata da Ico Migliore, Mara Servetto e Italo Lupi, grazie all’impegno del Comune di Milano (che ha investito circa 6 milioni di euro nella ristrutturazione), di Regione Lombardia e dello Stato, oltre a quello della Fondazione ADI Collezione Compasso d’Oro, che destina all’iniziativa altri 2 mln circa. «ADI e Fondazione hanno scelto di uscire dai confini disciplinari del design per aprirsi alla realtà di oggi in tutte le sue manifestazioni», ha dichiarato il presidente ADI Luciano Galimberti. «Quella che è stata per un sessantennio una preziosa collezione di design, il cui valore è stato ufficialmente riconosciuto nel 2004 dal ministero per i Beni e le Attività culturali, oggi diventa un centro culturale che si candida a un ruolo attivo nella vasta rete dei musei nazionali».

 

Nell’area avranno sede, insieme al museo, gli uffici dell’ADI e della Fondazione ADI, sale riunioni, una biblioteca e l’archivio storico dell’ADI, un bookshop e una zona dedicata alla ristorazione. Il progetto è basato sull’idea di “museo narrante”, ovvero sarà - come hanno spiegato Migliore, Servetto e Lupi - «una sorta di Arca contemporanea dove conservare e far vivere tutte le specie di qualità del design italiano, attraverso la costruzione di un “paesaggio” di design con ricchezza di vedute, da esplorare e indagare, implementabile e mutabile nel tempo».

Luciano Galimberti, presidente ADI (credit: ilmaestroemargherita/ADI)

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