09 Luglio 2015  15:00

Ecommerce e ped, oltre il prezzo c’è di più

Roberta Broch
Ecommerce e ped, oltre il prezzo c’è di più

Cresce l’incidenza di questo canale, soprattutto per l’attività di pure player particolarmente rilevanti. Come sfruttare al meglio questo ambito senza lasciarsi stritolare da turbative commerciali?

L’ecommerce è un tema particolarmente caldo, sia per l’industria, sia per la distribuzione, che viene vissuto, a seconda della propria posizione, con entusiasmo, timore, cautela, oppure semplice tatticismo. Gestirlo al meglio, senza creare turbative di prezzo e conflitti dovrebbe essere una priorità per tutti, soprattutto se si pensa al periodo non propriamente entusiasmante vissuto dal canale fisico. Il tema è particolarmente strategico per il piccolo elettrodomestico, tenendo presente che i pure player che vendono questa merceologia sono più numerosi rispetto al bianco (con Amazon protagonista assoluto) e in cui il rischio di un’erosione dei margini è in alcuni casi una realtà di fatto.

 

Il Web, infatti, non è immune da una competizione stringente per conquistare quote di mercato. Questo si traduce in un particolare stress sui prezzi, in modo però poco “pulito”. I pure player si approvvigionano, infatti, oltre che dalle aziende fornitrici, anche dai retailer fisici che molto spesso vendono a prezzi stracciati, contribuendo a “inquinare” il mercato, considerando il gap di prezzo rispetto a quello in negozio. Il risultato è che molti player sono sempre alla ricerca del prezzo migliore, con esiti controproducenti per tutti. Questo il tema dell’inchiesta presente sul numero di luglio-agosto di Trade Bianco, ora in distribuzione e scaricabile su device mobili, in cui viene raccolta l’opinione dell’industria sul tema.

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