11 Dicembre 2018  15:49

GdF di Rimini smaschera mega-evasione internazionale dell'Iva

Emanuela Sesta
GdF di Rimini smaschera mega-evasione internazionale dell'Iva

Ph. Gdf/SIAC

La frode fiscale internazionale coinvolgerebbe il settore del commercio all’ingrosso di apparecchi elettronici ed elettrodomestici

Si apprende dai quotidiani locali che la Guardia di Finanza di Rimini avrebbe smascherato una sofisticata frode fiscale internazionale nel settore del commercio all’ingrosso di apparecchi elettronici ed elettrodomestici che coinvolgeva 56 ditte (38 in Italia e 18 estere) con 45 persone denunciate. Si parla di fatture false per oltre 108 milioni di euro a fronte delle quali è stata realizzata un’evasione dell’Iva per oltre 13 milioni di euro: l’operazione, battezzata “Galateo”, dopo complesse indagini e accertamenti di polizia economico-finanziaria, è culminata nella mattina di oggi 11 dicembre con l’esecuzione all’alba – in Italia (in particolare nelle province di Rimini, Forlì, Ravenna e Brindisi) e all’estero, tramite rogatoria internazionale – di un provvedimento emesso dal Gip presso il Tribunale di Rimini nei confronti dei principali responsabili colpiti da sequestro preventivo “per equivalente” di beni e disponibilità finanziarie fino all’ammontare di oltre 13 milioni di euro. I principali imputati sono 5 imprenditori cinque amministratori di società (due residenti a Rimini di 64 e 63 anni, due a Forlì di 55 e 65 anni e uno a Cervia di 46 anni): erano loro, secondo l’accusa, a beneficiare del giro di fatture false, mentre gli altri 40 indagati sarebbero state le “teste di legno” che gestivano il “carosello”. Il meccanismo della frode, per effetto dell’Iva non versata a monte, ha consentito a un’ampia platea di imprese nazionali, destinatarie finali, di effettuare acquisti a valori sensibilmente inferiori a quelli di mercato sviluppando così una politica commerciale a prezzi lesivi della leale concorrenza di mercato, nonché di realizzare ingentissimi profitti a discapito dell’erario. Nei confronti degli indagati riminesi è stata sequestrata una società immobiliare di Brindisi; a Forlì sono stati sequestrati una villa, due appartamenti e un garage. Ulteriori rogatorie sono state avviate nella Repubblica di San Marino, in Svizzera e nel Principato di Monaco.

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