23 Giugno 2017  10:18

Raee, il boom di Remedia

Roberta Broch
Raee, il boom di Remedia

Presentato il Green Economy Report 2016, che illustra i risultati del Sistema collettivo, forte di un +68% nella raccolta. Focus anche sul modello di Responsabilità estesa del produttore, a cui si rifà il nuovo pacchetto sul tema in discussione dalla Commissione Europea

Remedia ha presentato ieri il Green Economy Report 2016, che illustra i risultati dell’attività del Consorzio nel 2016 e analizza le opportunità di sviluppo per la filiera del riciclo dei Raee.

 

Il Report fa il punto, inoltre, sul futuro dei rifiuti tecnologici in Italia, a partire dal nuovo Pacchetto europeo di misure sulla Circular Economy, con un focus sul modello della Responsabilità estesa del produttore.

 

A livello di risultati, nel 2016 Remedia ha raccolto oltre 67mila tonnellate di rifiuti tecnologici, con un incremento dei quantitativi del 68% rispetto al 2015 e oltre 400 nuovi produttori aderenti al Consorzio solo nel 2016 – anche a causa di importanti cambiamenti nel panorama dei Sistemi collettivi attivi nel nostro Paese -.

Per quanto riguarda nello specifico il recupero dei Raee, il Report evidenzia che l’87,6% dei rifiuti tecnologici raccolti e trattati da Remedia è stato avviato al recupero di materiali e il 4,4% è stato trasformato in energia. Solo il 7,6% è stato destinato allo smaltimento in discarica (in calo rispetto al 2015), mentre lo 0,4% alla termodistruzione.

Nel Report di quest’anno, Remedia ha voluto dedicare un focus all’Epr (Responsabilità estesa del produttore), il modello di gestione dei rifiuti tecnologici che sposta i costi di gestione dei rifiuti dalla collettività al produttore di un determinato bene. Allo stato attuale, in Italia come negli altri Paesi dell’UE, i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) hanno l’obbligo di ripartirsi tali costi in base alla quota (in peso) dei prodotti immessi sul mercato, seguendo una serie di adempimenti normativi. Il Pacchetto sulla Circular Economy, attualmente in discussione da parte della Commissione Europea, punta in modo particolare su questo sistema, definendo obiettivi, responsabilità e organizzazione relativi alla gestione del fine vita dei rifiuti tecnologici, al fine di allineare il modello italiano agli standard europei in materia. “Alla vigilia della definizione del nuovo pacchetto di direttive europee sui rifiuti in chiave di circular economy è utile avviare una riflessione anche sul sistema di gestione dei Raee in Italia” ha dichiarato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che ha realizzato il Report in collaborazione con Remedia. “Anche se ancora non c’è un testo normativo europeo finale, sono ormai noti orientamenti consolidati. Sarà richiesto un rafforzamento della responsabilità dei produttori e degli Stati nel raggiungimento degli obiettivi sia di raccolta, sia di avviato al recupero, al riciclo e al riutilizzo: temi sui quali, sia per la qualità dei dati, sia per il raggiungimento degli obiettivi di sistema, dobbiamo fare in Italia ulteriori significativi passi avanti”.

 

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