12 Giugno 2015  12:42

Remedia, focus sulla Circular economy

Roberta Broch
Remedia, focus sulla Circular economy

Il convegno annuale del consorzio è incentrato su questo modello, che pone al centro la sostenibilità, in cui non esistono prodotti di scarto e le materie vengono riutilizzate

In occasione dei dieci anni di attività, il consorzio Remedia affronta il tema della Circular economy durante il convegno annuale Hi-tech & ambiente svoltosi a Milano, con la partecipazione del premio Nobel Woodrow Clark. La conferenza “L’arrivo dirompente della Circular economy” è focalizzata, infatti, sulle potenzialità dell’economia circolare, un modello che pone al centro la sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate, eliminando il concetto di rifiuto. Durante l’evento è stato presentato il primo focus in Italia sulla Circular economy, curato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

L’economia industriale europea è in una posizione di forte vulnerabilità rispetto all’approvvigionamento di alcune materie prime come, ad esempio, i metalli del gruppo del platino, l’indio, il tellurio, il cobalto e le terre rare e, per questo, l’Unione Europea ha già messo in moto una serie di iniziative per ridurre i rischi legati a questo settore. In particolare, il settore hi-tech assorbe una quota consistente nella produzione globale di metalli per oltre 7 milioni di tonnellate consumate ogni anno con un valore economico superiore a 77 miliardi di dollari (fonte Fondazione Ellen MacArthur). In questo contesto, il riciclo rappresenta una delle chiavi per poter introdurre il concetto di economia circolare anche in Europa. Dai Raee ad esempio, è possibile ricavare materie prime seconde strategiche da reimmettere nel ciclo produttivo.

 

La costruzione di un’economia circolare creerebbe vantaggi sia dal punto di vista ambientale sia delle imprese: il potenziale di risparmio globale per l’industria europea è stimato a circa 630 milioni di euro all’anno. Inoltre, l’introduzione dell’economia circolare consentirebbe la mitigazione della volatilità dei prezzi dei metalli, tendenza destinata ad accentuarsi entro il 2030 con l’arrivo sul mercato di 3 miliardi di nuovi consumatori appartenenti alla classe media e con la progressiva crescita del tasso di urbanizzazione.

 

Commenta Danilo Bonato, direttore generale di Remedia: “Prezzi delle materie prime più stabili, tassi più alti di sviluppo tecnologico grazie all’eco-innovazione, produttività e qualità ambientale del suolo, resilienza e occupazione sono alcuni dei benefici che la penetrazione sensibile dell’economia circolare può portare all’Europa. In particolare, per quanto riguarda le industrie di rigenerazione e riciclo rappresentano già un milione di posti di lavoro in tutto il mondo. Lo sviluppo di questo nuovo modello economico porterebbe una vigorosa crescita di questi numeri”.

 

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