18 Febbraio 2016  15:35

Sistema RAEE, questo sconosciuto

Emanuela Sesta
Sistema RAEE, questo sconosciuto

Grazie alla ricerca IPSOS commissionata da Ecodom, cosa ne pensano, come lo giudicano e quanto lo conoscono i produttori di AEE in Italia

Qual è il punto di vista dei Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in relazione al sistema italiano di gestione dei RAEE (ovvero dei Rifiuti che da tali Apparecchiature derivano)? È solo una delle domande a cui si è cercato di dare una risposta stamani, al convegno “RAEE: Il punto di vista degli attori protagonisti” organizzato a Milano, presso il Palazzo Giureconsulti di piazza del Mercanti, da Ecodom. Nello specifico, è stata presentata l’indagine condotta da IPSOS e commissionata dallo stesso Consorzio, partita a settembre 2015 e articolata in due fasi: la prima, di carattere qualitativo, ha consentito - attraverso colloqui one to one con i produttori aderenti ai principali Sistemi Collettivi italiani - di mettere a fuoco i più importanti temi della ricerca. Nella seconda fase, quantitativa, sono state coinvolte 600 imprese produttrici di AEE, pari al 16% delle aziende iscritte al registro AEE.

 

Il primo dato emerso dall’indagine Ecodom–Ipsos è che nell’87% delle aziende intervistate esiste una figura o un ufficio preposto alla gestione dei RAEE: questo ruolo scaturisce, il più delle volte, da una specifica richiesta dell’azienda (82% dei casi) e rientra prevalentemente in ambito amministrativo/commerciale (42%) o interessa il board aziendale (21%), mentre ancora poco sviluppata risulta la figura dell’Environmental Manager (3% dei casi). Il Sistema Collettivo di appartenenza è riconosciuto, inoltre, come il principale punto di riferimento per la formazione di questi professionisti (51% delle risposte).

Ciò nonostante, i dati attestano che circa 1 intervistato su 4 si dichiara disinformato sul sistema RAEE in Italia (28% del campione). Indipendentemente dal livello di informazione manifestato, si riscontra però una sostanziale positività dei Produttori rispetto ai cambiamenti avvenuti in tema di RAEE domestici negli ultimi cinque anni: la pensa così il 64% degli intervistati, contro un 23% che esprime, invece, un giudizio sostanzialmente negativo (percentuale che, tra coloro che si dichiarano poco informati, sale al 30%).

 L’indagine Ecodom-Ipsos ha cercato di indagare anche sul cosiddetto “disperso” (il flusso di RAEE non intercettato dai Sistemi Collettivi istituiti dai Produttori di AEE e del quale, quindi, non si ha certezza che sia sottoposto a un trattamento ambientalmente corretto): la valutazione media degli intervistati è che il peso del sommerso sia pari al 44% del totale dei RAEE raccolti in Italia: una percezione, purtroppo, molto distante dalla realtà. È opinione dei Produttori che ad alimentare il “flusso parallelo” dei RAEE sarebbero innanzi tutto i clienti finali, ignari dei rischi dello scorretto smaltimento (52%), seguiti da enti locali e distributori, responsabili di cedere i RAEE raccolti al miglior offerente, senza essere in grado di valutarne l’effettiva capacità di gestirli in modo corretto (26%) e dalle amministrazioni pubbliche, responsabili di rilasciare le autorizzazioni al trattamento dei RAEE in modo piuttosto superficiale (22%).

 

Dall’indagine è emerso, infine, che tutti i Produttori di elettrodomestici, per aderire ad un Sistema Collettivo, reputano imprescindibili alcuni elementi, quali: la specializzazione e competenza professionale di chi ci lavora (62%); le garanzie fornite rispetto al corretto trattamento dei RAEE (58%); la trasparenza nella politica dei prezzi (50%); la coerenza dell’operato con la propria mission (44%).

Nella scelta del Sistema Collettivo a cui aderire, i Produttori di AEE valutano anche l’aspetto dei costi, in particolare la quota associativa (ritenuta l’elemento di costo più importante dal 28,4% del campione) e l’entità dell’ecocontributo (24,6%); seguono i driver di attribuzione dei costi (17,5%), le modalità di pagamento (15,3%) e la puntualità nella fatturazione (14,4%).

 

A presiedere il convegno di stamani di Ecodom, Maurizio Tursini (Presidente Ecodom), Nando Pagnoncelli (Presidente IPSOS), Paolo Falcioni (Direttore Generale Ceced Europa).

 

 

L’indagine completa consultabile qui

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