30 Marzo 2015  09:25

Troppi lacci e lacciuoli all’ecommerce transfrontaliero?

Elena Reguzzoni
Troppi lacci e lacciuoli all’ecommerce transfrontaliero?

La UE conferma che lancerà un’indagine sull’eventuale presenza di vincoli che bloccano l’acquisto da altri Stati membri

Settimana scorsa la UE si è confrontata sul tema del mercato unico digitale europeo e Margrethe Vestager - commissaria europea per la Concorrenza – ha confermato che sarà avviata una indagine sulla concorrenza fra commercio fisico e liquido transfrontaliero. Secondo la commissaria infatti le vendite on line crescono nel Vecchio Continente, ma si sviluppano però a tassi relativamente bassi e quindi anche alla luce del fatto che “vi sono anche indizi della possibilità che certe imprese adottino misure che limitano il commercio elettronico transfrontaliero” è stato deciso l’avvio di una serie di verifiche. Solo il 15% circa degli e-shopper europei si è rivolto a un venditore con sede in un altro Stato membro dell’UE, a testimonianza di probabili blocchi al commercio elettronico transfrontaliero. “È giunta l’ora di abbattere gli ostacoli che ancora intralciano il commercio elettronico, che è uno degli elementi essenziali di un autentico mercato unico digitale in Europa. La prevista indagine di settore agevolerà la Commissione nella comprensione e nell’abbattimento delle barriere al commercio elettronico, con vantaggi sia per i cittadini sia per le imprese europee”, ha commentato la Vestager. La UE ha sottolineato che l’indagine vuole verificare possibili lacci e lacciuoli soprattutto a livello contrattuale, ma anche farsi un’idea più approfondita delle varie filiere digitali dei vari Stati membri, definito come un altro tassello per promuovere un vero e reale mercato unico digitale

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