30 Settembre 2017  18:54

Audiovisivo, si discute ancora sulla riforma delle quote

Stefano Radice
Audiovisivo, si discute ancora sulla riforma delle quote

Contrari i broadcaster, favorevoli gli autori e i produttori indipendenti. I pareri di De Angelis, Diritti,Luchetti, Salvatores

Gli autori del Cinema e della Tv sostengono il ministro Franceschini a difesa delle nuove quote di investimento per Tv e piattaforme digitali mentre i broadcaster paventano il rischio di “impatti negativi a livello economico ed editoriale per il sistema radiotelevisivo” e hanno nuovamente invitato il ministro a rivedere la sua proposta di modifica del Testo unico dei servizi media audiovisivi e radiofonici (Tusmar). Il decreto prevede l’obbligo di aumentare progressivamente gli investimenti e la programmazione di prodotti audiovisivi italiani ed europei da parte delle emittenti televisive e delle piattaforme a pagamento e on line.Inoltre, viene integrata, come da normativa europea, l’attuale definizione di "produttore indipendente". “La crescita e la stabilizzazione degli investimenti delle emittenti per il cinema e la tv è fondamentale” afferma Andrea Purgatori, portavoce dei 100autori: “Oggi è più che mai urgente mettere tutto il sistema in condizione di liberare il maggior numero di risorse per aumentare la qualità incrementando la competizione. Su questa scelta, il ministro ha tutto il nostro sostegno".

  • Il parere di Salvatores, Diritti, De Angelis, Luchetti

 

Sul tema prendono posizione anche alcuni registi: “Cinema e tv hanno bisogno di una politica integrata e coordinata, di provvedimenti capaci di favorire la produzione di nuovi contenuti originali e di qualità”, dichiara Gabriele Salvatores. “Il ministro Franceschini vada avanti: tutti gli autori chiedono regole certe per il settore e lo incoraggiano a garantire nuove risorse e continuità agli investimenti delle tv, in difesa e nell'interesse del pubblico che avrebbe un prodotto più vario e ricco”, ribadisce Daniele Luchetti. Per Giorgio Diritti: "E’ un po' un paradosso che si critichi una scelta importante per far crescere la produzione culturale italiana. La scelta del Ministro Franceschini è un impulso prezioso per la valorizzazione di un patrimonio, la creatività artistica che ha distinto nel mondo il nostro Paese. Una maggiore solidità del sistema produttivo culturale creerà qualità, sviluppo, rafforzando l’interesse e le vendite in ambito internazionale." “Questo decreto è un passo necessario per dare anche al nostro cinema e ai suoi autori la certezza di un afflusso di risorse come quelle che hanno garantito sviluppo creativo e solidità finanziaria alle maggiori cinematografie europee”, sostiene Edoardo De Angelis.

  • L'intervento die produttori indipendenti Anica

Con una nota intervengono anche i produttori indipendenti dell'Anica: "Il ministro Franceschini e tutto il governo Gentiloni hanno messo in campo una riforma importante dei rapporti tra cinema, produzioni audiovisive, broadcaster e servizi media a richiesta. Nei cambiamenti globali dirompenti con cui si misurano le nostre industrie, è una riforma che va sostenuta, perché può permettere ai produttori e creatori di contenuti di fare un salto di qualità e di dimensioni, e non limitarsi a subire processi troppi grandi per un paese come il nostro. Alcuni aspetti avrebbero potuto essere migliori, alcuni compromessi erano necessari, ma il segno di queste norme appare oggi positivo, e come produttori indipendenti sentiamo il dovere di dirlo con chiarezza.
L'art. 44 costituisce l'ultimo, importante tassello della nuova legge cinema, una legge che darà nuovo slancio e fiducia a un intero settore e che accorpa tutti i segmenti dell'industria, che punta sul talento, sui giovani, sul consolidamento di interi settori tecnici e professionali. Un aumento di risorse che deve essere tuttavia rafforzato e alimentato dal mercato, dall'investimento dei principali operatori dell'audiovisivo, secondo una moderna visione dell'intervento pubblico, motore di sviluppo per settori in forte crescita e con potenzialità di sviluppo internazionale".

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