18 Ottobre 2015  18:49

Cina, crescono le coproduzioni

Antonio Autieri

Se ne è parlato al China Day a Roma, durante il mercato MIA

Si è svolto al MIA – Mercato Internazionale dell’Audiovisivo all’interno della Festa del cinema la nuova edizione del China Day, focus organizzato da Anica e ICE, in collaborazione con doc/it e la rivista cinese Movie View. Dopo i saluti di organizzatori e istituzioni, introdotti da Giorgio Gosetti e da San Mu di Movie View sono intervenuti vari relatori. Tra questi Yu Dong, Founder & CEO di Bona Film Group, che ha presentato alcuni esempi di felici coproduzioni realizzate tra Cina e altri paesi, come il recente caso di enorme successo del film Wolf totem di Jean-Jacques Annaud. «In un anno di riduzione per l'economia cinese – ha spiegato Yu Dong – l'unico settore in crescita è quello cinematografico, i settori immobiliari e finanziario guardano con molto interesse al cinema. Siamo interessati a coproduzioni con Italia: studiamo insieme le strade per favorire collaborazioni».
Sul fronte delle coproduzioni figura chiave è Susan Xu, Vice President di China film Coproduction Corporation, azienda fondata nel 1979 che ha il compito governativo di controllare e agevolare iniziative con produttori internazionali: «Insieme all’Anica, cerchiamo di agevolare rapporti con l’Italia: abbiamo fatto molti passi avanti, già molti film cinesi vengono girati in Italia e ci sono varie ipotesi di coproduzione. In Cina, quest'anno sono state approvate 71 coproduzioni, di cui 45 già realizzate, con un enorme aumento rispetto all'anno precedente. Sono tanti gli accordi di coproduzione firmati con altri stati. Dell’Italia apprezziamo la forte competenza tecnica; ma finora i vari progetti italo cinesi di solito hanno una delle due parti che prevale, mentre noi preferiremmo partenariato alla pari dall'inizio. Non importa la dimensione del progetto, l’importante è cooperare». Poi è stata la volta del distributore Shan Dongbing, CEO di Foye Film/Fosun Group, che dopo trent’anni di esperienza alla China Film ora lavora in una società che finanzia progetti e acquisizioni in tutto il mondo, in vari settori tra cui l’intrattenimento: «Abbiamo investito e vogliamo investire in produzione di film (anche di animazione), serie tv e anche contenuti per Internet, in Cina e ovunque. Abbiamo anche fondi per lo sviluppo di storie e stiamo considerando investimenti specifici sul merchandising, c’è un grande mercato da questo punto di vista in Cina di prodotti legati a marchi cinematografici o ai film».
Un altro settore di lavoro comune è quello del documentario, come ha ricordato Agnese Fontana, presidente di doc/it, che ha ricordato l’interesse riscontrato in tutti i mercati europei ed extraeuropei per i nostri progetti. In Cina un vettore di grande crescita è quello dei new media: nel 2015 il 50% dei biglietti venduti avviene tramite piattaforme web. Varie possibilità di informazione e opportunità di contatto e lavoro tra operatori sono state illustrate da Yang Ruichun, Vice President di Tencent.com, che ha ricordato che on line si vendono dal 20 al 35% di prodotti cinematografici, e da Liu Kailuo President del giovane gruppo Heyi che ha illustrato la forza del portale Youkou Tudou (finanziato da Alibaba), nato da fusione tra due piattaforme e oggi più grande punto di distribuzione audio video in Cina con 650 milioni di ingressi al giorno e 6 miliardi di entrate all’anno dalla pubblicità.

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EDITORIALISTI

  • 13 Luglio 2018
    C’È TANTO LAVORO DA FARE
    Ci sono alcuni dati che, quando vengono evidenziati, fanno riflettere seriamente. Uno di questi è il numero di titoli...
Stefano Radice

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