27 Febbraio 2014  16:32

Corrado, risolvere il problema dell’Iva a credito per i cinema

Bosr
Corrado, risolvere il problema dell’Iva a credito per i cinema

Giuseppe Corrado

L’ad del circuito scrive al ministro Franceschini e sottolinea il ruolo dei multiplex nella crescita del mercato

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che l’amministratore delegato di The Space Cinema, Giuseppe Corrado, ha inviato al ministro per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo, Dario Franceschini.
«A nome di The Space Cinema , il circuito leader di sale cinematografiche in Italia con oltre il 20% di quota di biglietti staccati nel 2013, mi accomuno al saluto rivolto dal presidente dell'Anica Tozzi al Ministro Dario Franceschini e auguro a mia volta buon lavoro al nuovo Ministro dei Beni e delle Attività Culturali. Noi tutti siamo d’accordo con il Ministro quando sostiene che il suo Ministero rappresenti il più importante Ministero economico del nostro Paese e auspichiamo che l’industria del cinema, di cui noi facciamo parte, possa avere valori economici e patrimoniali come riferimento della propria attività. 
Nell'attuale scenario riteniamo che un grande merito alla crescita del mercato del cinema spetti alle moderne strutture di multisale che, negli ultimi anni, hanno permesso all’Italia di avvicinarsi alle offerte cinematografiche dei più importanti Paesi d’Europa. Basta guardare i dati: nel 2013 , ancora una volta, a fronte di un mercato che si è sviluppato di circa il 7% in termini di presenze The Space Cinema è cresciuto di oltre il 12% . La società che io rappresento ha conseguito anche il miglior risultato sia in presenze che in box office sui film italiani usciti nel 2013. E questo nonostante l'indice di occupazione medio delle sale italiane sia ben al di sotto del 15% dei posti disponibili. Il confronto di questi dati ci mostra un'evidenza: la crisi del cinema non è da addebitare alla mancanza di sale di qualità nei centri cittadini ma ad una carenza di idee e di prodotti che non generano interesse sullo spettatore. Crediamo che la crescita del mercato non possa e non debba essere ricercata nella creazione di nuove sale (cittadine o periferiche che siano) ma nella miglior gestione di quelle esistenti che troppo spesso sono ancorate a vecchi pregiudizi e non offrono un servizio adeguato ai tempi. I film di vera qualità ottengono straordinari risultati presso le strutture moderne e pensiamo non si possa pretendere che lo Stato faccia ciò che l'imprenditore privato ha rinunciato a fare perché antieconomico.
Siamo d’accordo su molti dei temi che il presidente Anica ha voluto sottolineare al nuovo Ministro anche se crediamo che la priorità assoluta per un Ministero così importante per lo sviluppo economico del Paese sia la soluzione definitiva della problematica finanziaria dell’Iva a credito dell’esercizio cinematografico che, specialmente per un grande circuito che occupa migliaia di persone, limita la possibilità di reinvestire il proprio guadagno in nuove iniziative che potrebbero generare nuovi posti di lavoro e far crescere il mercato con investimenti dell’impresa e non dello Stato.
Siamo certi che quello che serve al mercato del cinema per continuare a crescere sarà un approccio da vero comparto industriale dove il Ministro saprà comprendere ed interpretare perfettamente quelle che saranno le leve di creazione di ulteriore valore per tutto il sistema».

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