18 Ottobre 2018  22:52

Del Brocco, dal 2010 più di 25 milioni di euro per i documentari

Stefano Radice
Del Brocco, dal 2010 più di 25 milioni di euro per i documentari

Un momento dell'affollato panel sul documentario e la Rai al Mia di Roma

L’amministratore delegato di Rai Cinema è intervenuto al Mia di Roma a un convegno sul futuro del racconto del reale

Cosa fa a Rai per i documentari? Si potrebbe sintetizzare così il un panel che si è tenuto all'Hotel Bernini Bristol di Roma nell'ambito del Mia - Mercato Internazionale dell'Audiovisivo. Intervenuto all’inizio, l’amministratore delegato di Rai Cinema, Paolo Del Brocco, ha subito specificato che “quando si parla di documentario si fa riferimento a un genere che ha tante forme di linguaggio. Rai Cinema ha seguito la linea del cinema del reale, ovvero di un documentario che incontra il linguaggio cinematografico per raccontare la realtà del nostro tempo. Dal 2010 abbiamo coprodotto 381 film del reale, investendo in otto anni 25 milioni di euro. Un impegno economico non piccolo e non scontato che si è aggiunto agli investimenti che abitualmente l’azienda già sosteneva per la produzione cinematografica. L’aspetto interessante di questo cinema del reale è il suo appeal internazionale; questi documentari hanno molta visibilità ai festival. E si vedono parecchio in tv; in tre anni ci sono stati 150 passaggi di documentari sulle reti generaliste e 780 nei canali specializzati”. Stefano Coletta, direttore di Rai 3 ha sottolineato come la “rete si sia aperta a una contaminazione di linguaggi. A proposito di documentari, abbiamo proposto in prima serata la storia di Aldo Moro, prodotta da Simonetta Ercolani e raccontata dal giornalista Ezio Mauro; abbiamo ottenuto oltre il 7% di share, molto per Rai 3. Vuol dire che c’è spazio per questa offerta. Rai 3 punterà molto sul cinema del reale anche in prima serata”. Al panel ha preso parte anche Giuseppe Giannotti, vicedirettore di Rai Cultura che ha parlato del lavoro che Rai Storia ha fatto per i 100 anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale e del lavoro sulle 1.250 ore di riprese del maxiprocesso di Palermo, patrimonio del repertorio Rai. Fabrizio Zappi, capostruttura di Rai Fiction, ha ricordato che “stiamo producendo docufiction dal 2007. La direttrice, Tinni Andreatta, ha deciso di portare alcune produzioni su Rai 1 dove, negli ultimi due anni, abbiamo presentato tre docufiction, dedicate a figure storiche della vita politica e sociale italiana, che si sono rivelate grandi successi: Libero Grassi, che ha avuto 2,7 milioni di spettatori; Paolo Borsellino, con 3,5 milioni di spettatori e Aldo Moro con circa 4 milioni di audience”. Da parte sua, la produttrice e autrice Simona Ercolani (Stand by Me) ha evidenziato “come una maggior razionalizzazione in Rai per ciò che riguarda il documentario, porterebbe benefici”, riferendosi in particolare alla frammentazione che riguarda i documentari prodotti direttamente per la Tv. Immediata la specificazione di Del Brocco che ha voluto sottolineare che “la linea editoriale di Rai Cinema è chiara: per il 90% produciamo film del reale per il cinema mentre solo un 10% è realizzato direttamente per i canali”.

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