22 Aprile 2020  09:00

Ep. 4: Come ripartire? - Parla Guglielmo Marchetti

Paolo Sinopoli
Ep. 4: Come ripartire? - Parla Guglielmo Marchetti

Guglielmo Marchetti, Ceo di Notorious Pictures (© Valerio Pardi/courtesy of Notorious Pictures)

Le riflessioni del Ceo di Notorious Pictures

Continua su e-duesse la rubrica "Come ripartire?" con gli interventi di alcuni esponenti dell’industria cinematografica che provano a immaginare in che direzione andrà il settore una volta che i cinema riapriranno.

 

«Per farsi trovare pronti alla ripartenza è necessario fare un’attenta analisi di contesto generale», spiega Guglielmo Marchetti, Ceo di Notorious Pictures, a e-duesse in un’intervista esclusiva. «In Italia il cinema americano pesa mediamente il 75% del box office; questo rende chiaro che le scelte degli americani avranno un impatto significativo nel resto del mondo. Negli Usa le major company hanno puntato decisamente sulle piattaforme digitali, ben prima dell’emergenza sanitaria che ha messo in crisi l’esercizio cinematografico. Crisi che ha coinvolto il più grande circuito cinematografico internazionale, in seria difficoltà finanziaria, a cui si aggiunge la già difficile situazione della distribuzione indipendente per effetto del fallimento dei maggiori player quali Weinstein, Open Road e Relativity. Il risultato di questa situazione è che le major company e i produttori indipendenti dovranno rimboccarsi le maniche per trovare nuove formule di business e compensare le enormi perdite causate dalla chiusura delle sale, dalle difficoltà di trovare una distribuzione theatrical, dal blocco delle produzioni e dalla sospensione del pagamento dei crediti che vantano nei confronti dell’esercizio cinematografico.

Dove porterà, secondo lei, questa situazione?
Da qui arriva la spinta a nuovi modelli di sfruttamento dei contenuti che, in determinati casi, prevedono anche il salto della sala cinematografica. Ma questa non sarà una sciagura se l’esercizio avrà la forza reagire in maniera analoga. C’è una buona fetta di esercenti Usa che si sta occupando seriamente di come riaprire, e qui entra in gioco la scienza, la tecnologia e lo stile di vita che ognuno di noi sarà chiamato a adattare al cambiamento. È dimostrato, numeri alla mano, che il livello dei servizi, il confort, la qualità audio e video, la pulizia e un’offerta Food & Beverage variegata sono elementi di successo. A questi dovranno aggiungersi anche strumenti per la sicurezza della salute dei consumatori. Le applicazioni saranno di grande utilità, ma anche thermo scanner e sistemi di web ticketing avanzati che, oltre al biglietto, comprendano l’acquisto di Food & Beverages che verrà servito direttamente in poltrona con il risultato di evitare assembramenti di persone e il fastidio della coda in generale. Ridisegnando l’intero modello di business, ogni player deve fare la sua parte.

Quali strumenti devono essere messi in campo per questa ripartenza?
Ovviamente servono fatti concreti. E qui entrano in gioco tutti gli attori della filiera, a partire dalle istituzioni. Il governo, attraverso il Mibact e le regioni, devono mettere in campo risorse speciali per salvaguardare il lavoro dell’intera filiera e stimolare in maniera decisa il ritorno del pubblico in sala. Gli strumenti esistono e hanno dimostrato di essere molto efficaci. Bisogna spingere senza indugio sull’acceleratore del tax credit in ogni sua forma con aliquote molto più consistenti delle attuali. Le regioni devono stanziare maggiori fondi per la produzione e la distribuzione, cercando risorse anche a livello europeo. In questo senso dovremmo prendere esempio dall’ottimo bando della regione Lazio che favorisce le co-produzioni internazionali attingendo proprio dalle risorse comunitarie. Anche le istituzioni europee devono dimostrarsi all’altezza di questa sfida: EACEA ed Eurimages devono potenziare significativamente le risorse per il comparto a beneficio di tutti gli Stati membri.

In che modo produttori, distributori ed esercenti dovrebbero collaborare?
Innanzitutto disegnando le modalità di ripresa seguendo le linee generali indicate dal governo. Ma dandosene anche delle proprie in funzione della specificità di ogni area di business. La salvaguardia della salute degli operatori e dei fruitori dell’audiovisivo deve essere messa al primo posto e necessita capacità di comunicare in maniera chiara ed efficace ai lavoratori e ai consumatori che andare su un set o frequentare una sala cinematografica non mette a rischio la salute. È molto importante lavorare oggi a livello interassociativo per definire chiare linee guida e protocolli che dovranno essere messi in campo appena si potrà ripartire. L’esercizio, per farsi trovare pronto e rispondere ai requisiti di qualità, servizio e sicurezza necessari per invogliare il consumatore a frequentare le sale, dovrà fare certamente significativi investimenti che riguardano sia le strutture che i dispositivi di sicurezza sanitaria. Per questo sarebbe opportuno immaginare, come è stato per la digitalizzazione delle sale, pensare a contributi statali, regionali ma anche degli stessi distributori, una Virtual Renovation Fee. Ognuno deve fare la propria parte.

E per quanto riguarda il rapporto tra cinema e Tv/broadcaster?
A proposito di fare la propria parte, ovviamente anche le televisioni e gli Ott devono contribuire in maniera significativa alla ripartenza. Per quanto riguarda le produzioni, servono certezze di nuovi importanti investimenti da parte dei broadcast nazionali e dagli Ott. Per gli acquisti di contenuti audiovisivi, gli escalator stabiliti con le diverse Pay tv/Ott e più in generali i corrispettivi della Free Tv dovranno essere rivisti, perché siamo certi che in una fase iniziale i film che approderanno in sala non potranno generare gli stessi incassi che avrebbero avuto prima della crisi. Di contro, una parte delle Tv e degli Ott stanno vivendo un momento magico in termini di audience e abbonamenti.

Ma ci sarà prodotto di richiamo una volta riaperte le sale?
L’elemento chiave per far tornare al cinema le persone sarà l’offerta in termini di prodotto. Sarà importante che tutti i distributori, in particolare le major, posizionino subito film blockbuster. Azioni promozionali sul prezzo saranno necessarie, visto che, per altro, avremo una crisi economica significativa. Ma senza film importanti sarà difficile vincere le diverse resistenze che naturalmente ci saranno.

Quando si ripartirà secondo lei?
Credo in una ripartenza simultanea a livello nazionale non prima di fine agosto, con la certezza di poter comunicare che frequentare la sala è assolutamente sicuro dal punto di vista della salute, con forti azioni promozionali in termini di comunicazione e prezzo, ma soprattutto con un’offerta ricca di prodotto forte, degno di una vera ripartenza. Notorious Pictures farà come sempre la propria parte.
Leggi l'ep. 1 con Andrea Occhipinti
Leggi l'ep. 2 con Giampaolo Letta
Leggi l'ep. 3 con Massimiliano Orfei

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