05 Giugno 2012  16:07

Lorini, un’estate a rischio chiusura per le sale d’essai

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Lorini, un’estate a rischio chiusura per le sale d’essai

Il presidente Fice denuncia la mancanza di prodotto e di copie

Il presidente Fice Mario Lorini denuncia che i cinema d’essai saranno costretti ad anticipare la chiusura estiva per mancanza sia di film d’autore di richiamo, che di un numero sufficiente di copie. Il presidente della Federazione italiana cinema d’essai ha dichiarato: «Si tratta di una situazione al limite del sostenibile che metterà ulteriormente in crisi le sale, in un anno in cui i dati del mercato sono già molto negativi. Considerando alcune decisioni sulle date di uscita dei film, purtroppo dobbiamo constatare che le affermazioni, di sostegno e solidarietà verso la sala, da parte dei nostri colleghi della filiera cinematografica, rimangono poco più che discorsi». Mancano in sala i due film italiani presentati al Festival di Cannes: «Per vedere ‘Reality’ di Matteo Garrone, vincitore del Grand Prix, dovremo aspettare fine settembre e per ‘Io e te’ di Bernardo Bertolucci, fine ottobre. Si tratta di un’occasione persa che ci conduce all’amara constatazione che il nostro mercato stenta a crescere anche per il perdurare di pregiudizi sulla risposta estiva del pubblico, anche di fronte a un’offerta qualitativamente valida. Molti professionisti, infatti, si ostinano a non vedere che le città non si svuotano più in estate. Mentre, ad esempio, in Francia numerosi film di Cannes sono già in sala, con risultati soddisfacenti, e l’uscita dello stesso film di Garrone è annunciata per il 22 agosto». Lorini si sofferma sulla necessità di ripensare la programmazione: «Conosciamo il nostro pubblico e sappiamo che desidera venire al cinema anche in estate. Non chiediamo altro che essere messi nelle condizioni di svolgere il nostro lavoro. Si preferisce far uscire i film di qualità, in particolare quelli italiani, negli ultimi mesi dell’anno quando, tra i festival di Venezia, Roma e Torino, si registra il periodo più affollato del mercato. Adesso, invece, i film di Cannes avrebbero beneficiato di un panorama estivo meno congestionato e quindi anche di una maggiore tenitura». Riguardo al problema delle copie dei film d’essai Lorini afferma: «Il rischio per le sale medio piccole, impegnate nella diffusione del cinema di qualità, è che questi film escano soltanto nelle grandi città e che non riescano ad alimentare tutte le sale e a scongiurare chiusure anticipate».

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SE CI FOSSE

Se in Italia ci fosse una leglislazione che permettesse vantaggi a chi trasforma la propria sala in digitale, molti produttori avrebbero tutta la convenienza a distribuire il proprio film in più copie a costi molto più bassi. Se poi gli esercenti che comandano i flussi avessero maggiore elasticità nei rapporti con i distributori ed avessero contatti diretti anche e solo con i produttori forse le cose cambierebbero, se ci fossero più operatori che organizzassero serate all'aperto con film d'essai di autori non conosciutissimi insieme a quelli famosi gli spettatori passerebbero delle belle serate e i film sarebbero promossi e si guadagnerebbe qualcosain più per coprire i costi di produzione che sono troppo influenzati dalla fortuna.
saluti Giorgio Ciceroni giorgiocix@tiscali.it skype giorgiocix5558

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