17 Novembre 2015  18:16

Protti, troppi film italiani

Antonio Autieri
Protti, troppi film italiani

L’ex presidente Anec e Agis stigmatizza l’intasamento del prodotto nazionale nei cinema

Troppi film italiani in autunno, anche quest’anno, dopo il poco positivo “exploit” dello stesso periodo nel 2014. Lo sottolinea, in una lettera critica e ironica inviata a e-duesse, Paolo Protti, noto esercente mantovano nonché ex presidente nazionale Anec e Agis e attuale presidente del comitato Schermi di qualità. «Dal primo ottobre ad oggi – ci scrive Protti – sono usciti nei miei schermi 10 film italiani (ciò significa che nel mercato ne sono usciti anche di più…). A questi 10 aggiungiamo i due nuovi di questa settimana (più altri che non faccio…)».

 

Protti ricorda i tanti titoli usciti da ottobre: «Voglio farne l'elenco per rinfrescare la memoria e magari far scoprire chi manca: Io e lei, Padri e figlie, Poli opposti, Suburra, Game Therapy, Io che amo solo te, Alaska, Gli ultimi saranno ultimi, Belli di papà, Matrimonio al sud e ora Loro chi? e Dobbiamo parlare. Vorrei raccontare di come così li stiamo inflazionando, cannibalizzando… Vorrei descrivere come tra forzature per montarli o smontarli o spezzettarli, alla fine risulta che – belli o brutti che siano – sono tutti prodotti (carne) da macello, non essendoci il tempo per valorizzarli. Eppure si sapeva, eppure i competitive erano a conoscenza di tutti, eppure si parla tanto di incentivare il nostro cinema italiano. Il film di Rubini di questa settimana si intitola Dobbiamo parlare… Ma con chi? A che pro? Loro chi???».

 

Così conclude Protti: «Se non si vede e non si legge l'evidenza, non servono più parole e quindi l'invito che si può fare è quello di almeno mettersi a guardare e leggere ciò che sta avvenendo e poi pensare a quali parole sensate far uscire al posto di qualche film».

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