11 Maggio 2016  09:38

Cobat, nel 2015 raccolti 146 milioni di chili di rifiuti tech

Gianfranco Caccamo
Cobat, nel 2015 raccolti 146 milioni di chili di rifiuti tech

Il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo soddisfatto del risultato ha come obbiettivo “il trovare la perfetta sintesi tra economia circolare e mobilità sostenibile”

146 milioni di chili di rifiuti tecnologici raccolti solo nel 2015. È questo il dato principale del rapporto delle attività di Cobat, presentato ieri a Roma. “Una testimonianza concreta del fatto che l’economia circolare in Italia esiste e funziona” sottolinea una nota ufficiale del Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, “grazie alla fruttuosa collaborazione tra chi quei beni li fabbrica o li distribuisce e chi li raccoglie, una volta giunti a fine utilizzo, per trasformarli nuovamente in materie prime di cui l’industria italiana ha bisogno”. Nel dettaglio “Cobat si conferma anche quest’anno il sistema d’eccellenza in Italia nella raccolta e riciclo di pile e accumulatori esausti” con il 53% dell’immesso al consumo nel settore degli accumulatori industriali e per veicoli (più di 126 milioni di kg) e il 29% in quello delle pile e degli accumulatori portatili (1 milione 150 mila kg). Per quanto riguarda i RAEE, nel 2015, i 1.176 punti di raccolta in tutta Italia, cresciuti del 34% rispetto al 2014, hanno generato una raccolta di circa 19 milioni di kg di RAEE (+151% sull’anno precedente). Gli incrementi più significativi si sono avuti nei Raggruppamenti R2 (grandi bianchi) e R4 (piccoli elettrodomestici). Il maggiore quantitativo raccolto appartiene al Raggruppamento R3 (TV e monitor) con più di 11 milioni e mezzo di kg. «Risultati ottimi» ha commentato Giancarlo Morandi, presidente di Cobat «ma, gli obiettivi che ci prefiggiamo sono ben più ambiziosi. Siamo in prima fila per trovare una perfetta sintesi tra economia circolare e mobilità sostenibile, raccogliendo e riciclando tutte le componenti delle auto del futuro, quelle ibride e soprattutto elettriche, stando al passo con le innovative batterie che le alimentano».

 

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