03 Febbraio 2016  14:12

Remedia preoccupata per il calo dei prezzi delle materie prime

Gianfranco Caccamo
Remedia preoccupata per il calo dei prezzi delle materie prime

Secondo il consorzio “la situazione attuale mette in difficoltà l’industria del riciclo e l’affermazione di un reale modello di economia circolare”

Negli ultimi anni l’economia sostenibile ha avuto uno slancio grazie a una maggiore attenzione nel riciclo, anche grazie alle misure adottate al livello europeo. Ma di contro si sta assistendo ad un calo dei prezzi delle materie prime. Secondo quanto evidenziato da Danilo Bonato, direttore generale di Remedia “La Banca Mondiale, nel suo Commodity Markets Outlook, ha tagliato le stime per 37 su 46 materie prime a livello mondiale prevedendo un’ulteriore diminuzione: i prezzi delle materie prime non energetiche caleranno del 3,7% nel 2016, con i metalli in ribasso del 10% dopo il calo del 21% nel 2015. Più nel dettaglio, i prezzi del ferro – contenuto in grandi quantità negli elettrodomestici – potrebbero diminuire del 25% entro la fine del 2016, mentre il rame – presente ad esempio negli smartphone – potrebbe scendere del 9%.” Questo secondo il manager “Mette in condizioni di forte difficoltà l’industria del riciclo – e in particolare la filiera di gestione dei RAEE, poiché gli impianti di trattamento faticano a trovare mercati di sbocco per i materiali ottenuti dalle operazioni di riciclo. Si sta dunque comprendendo che un’economia basata sul riciclo può funzionare in modo efficace e in una prospettiva di lungo periodo solo se si sarà capaci di attribuire il giusto ‘prezzo’ legato all’utilizzo di materie prime vergini da parte dell’industria, che non deve considerare soltanto i costi di produzione, ma anche gli impatti ambientali, quali il consumo di suolo, di energia e di acqua, componenti essenziali del capitale naturale che dobbiamo tutelare per le generazioni future.

 

Una politica di sostegno all’industria del riciclo e, più in generale, ai modelli di economia circolare deve essere dunque in grado non solo di agire sulla prevenzione dei rifiuti e la progettazione ecocompatibile dei prodotti ma, allo stesso tempo, di stimolare la domanda per tali prodotti, attraverso incentivi efficaci e una corretta contabilizzazione dei costi ambientali sostenuti dalla collettività”.

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