18 Settembre 2019  10:46

Ikea: “Vogliamo cambiare quasi tutto”

Roberta Broch
Ikea: “Vogliamo cambiare quasi tutto”

Negozi più piccoli, vicini ai centri città, focus su servizi e sostenibilità ambientale. Su questi punti si sviluppa il processo di trasformazione del colosso svedese

Juvencio Maetzu, Cfo e Deputy Ceo di Ikea Group, ha recentemente spiegato in quale direzione il colosso svedese dell’arredamento (34,8 miliardi di fatturato nel 2018) ha avviato un processo di trasformazione che interessa anche l’Italia. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, Ikea sta sperimentando da un paio di anni anche nuovi format di vendita, pensati in particolare per le grandi città dei Paesi più maturi, tra cui l’Italia, sesto mercato per il gruppo, con 1,8 miliardi di ricavi nell’anno fiscale 2019 (+4% rispetto all’anno precedente, dati pre-consuntivi) e 7.500 dipendenti che lavorano in 21 punti vendita tradizionali, oltre a un negozio digitale che genera 131,5 milioni di euro di fatturato. Fra questi, la realizzazione di negozi più piccoli, vicini ai centri città, che forniscono servizi a valore aggiunto e si integrano in un sistema di vendita omnicanale, senza contrapposizione tra online e offline. “L’Italia è un mercato molto importante per noi – afferma la Country Retail Manager Asunta Enrile -. Due anni fa abbiamo cominciato a sperimentare nuovi format sulla capitale, prima con l’apertura del negozio di cucine di San Silvestro, poi con Roma Ostiense, in collaborazione con Eataly. Ora lanciamo il primo Plan&Order italiano, uno spazio di 800 metri quadrati dove le persone possono venire a ispirarsi, guardando i prodotti e le soluzioni esposte come in uno showroom, progettare la propria casa con l’aiuto di un esperto e poi acquistare i prodotti online o sulla nostra nuova App”. Questo format prevede anche la possibilità di far venire a casa propria un interior designer con cui sviluppare il progetto di arredamento, come accade già anche a Milano, Bologna e Padova. Uno dei focus, poi, è la sostenibilità ambientale e sociale, tema a cui l’insegna ha destinato 2 miliardi di euro. Fra gli obiettivi, infatti, c’è quello di incentivare formule alternative alla vendita, come il leasing, una sperimentazione avviata lo scorso aprile in Svizzera ma che sarà estesa anche ad altri mercati, Italia compresa, oppure il «Buy Back», che permette ai clienti di restituire, in cambio di un voucher, i vecchi mobili Ikea, che vengono rigenerati e riutilizzati per una seconda vita.

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