01 Aprile 2015  09:57

Impennata al +38,7% per la domanda di mutui

Silvia Mussoni
Impennata al +38,7% per la domanda di mutui

Per il ventesimo mese consecutivo il dato di febbraio ha segno positivo, ma calano gli importi medi

È salita al 38,7% la domanda di mutui da parte delle famiglie nel mese di febbraio rispetto allo stesso periodo del 2014, come ha rilevato il Barometro Crif. La domanda di mutui è positiva per il ventesimo mese consecutivo; non bisogna dimenticare però che era drasticamente crollata nell’anno 2011 rispetto al 2010 (-19,4%) e nel 2012 rispetto al 2011 (-41,8%). La risalita è iniziata un anno e mezzo fa e nel mese di gennaio 2015 ha registrato un +22,6%. Se si calcola la variazione percentuale del bimestre gennaio-febbraio 2015 rispetto a quello dell’anno precedente il dato è confortante: +31%, se lo si confronta con lo stesso periodo del 2013 la crescita è ancora più incisiva: +43,3%, ed è molto positivo anche il confronto con lo stesso periodo del 2012 (+26,6%). Tuttavia rispetto a gennaio-febbraio 2011, nei primi due mesi del 2015 la domanda è stata inferiore del 32,1%, e rispetto a gennaio-febbraio 2010 è stata ancora minore (-33,1%).

Se è indubbiamente incoraggiante il dato relativo alla domanda di mutui richiesti a febbraio 2015, andando ad analizzare l’importo medio richiesto, emerge il perdurare della cautela da parte delle famiglie che scelgono di indebitarsi per comprare una casa: il dato è di 124.175 euro, in linea con quello dello stesso mese del 2014 (124.088), ma più basso dei 140.877 del febbraio 2010. Il commento di queste rilevazioni, fornito dai ricercatori, è che “nel complesso, la riduzione degli importi medi richiesti riflette sia la propensione delle famiglie verso soluzioni in cui il peso della rata incida il meno possibile sul reddito disponibile, sia il calo dei prezzi immobiliari”. Per quanto riguarda la distribuzione dei mutui richiesti in base alla durata, la fetta più grande è quella dei mutui dai 25 ai 30 anni (23,6%). Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di Crif, ha dichiarato: “Alla luce della stabilizzazione della rischiosità creditizia nel segmento retail su livelli moderatamente elevati, le politiche di erogazione da parte degli Istituti si sono mantenute nel complesso ancora caute e selettive. Questo atteggiamento di prudenza e di attesa di un recupero di migliori condizioni economiche ha avuto un impatto importante sulla propensione all’indebitamento delle famiglie. Al contempo, però, le condizioni dell’offerta sono risultate complessivamente migliorative rispetto al recente passato anche grazie a un’abbondante liquidità a disposizione degli istituti di credito”.

 

 

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