09 Dicembre 2015  12:42

L’Italia che riparte (o quasi) fotografata dal Censis

Anna Montalbetti
L’Italia che riparte (o quasi) fotografata dal Censis

Crescono la capacità di spesa e le intenzioni di acquisto per mobili e bianco

In un’Italia dove “le variazioni congiunturali degli indicatori economici sono ancora minime” si iniziano a registrare delle note positive. Le evidenzia il 49° Rapporto Censis “La società italiana nel 2015”. Dall’inizio della crisi, per esempio, per la prima volta la quota delle famiglie che nell’ultimo anno ha incrementato la propria capacità di spesa (25,6%) è superiore a chi invece l’ha ridotta (21,3%): “si tratta di un dato che segna una forte discontinuità con il recente passato” affermano dal Censis. Inoltre la quota di chi afferma di avere fiducia nel futuro (39,8%) supera quella di “chi non vede segnali positivi” (22,4%). L’altro lato della medaglia, però, è che sale quasi al 20% la percentuale di famiglie (5 milioni) a cui il reddito non basta per coprire le spese. È una delle ragioni per cui nel nostro Paese si continua a risparmiare e ad agire con cautela: ne sono un segno, negli ultimi 12 mesi, l’aumento della liquidità (+6,3%) e gli investimenti in assicurazioni e fondi pensione (+9,4%).

 

Dove si rivolge l’incrementata capacità di spesa? Il Censis segnala, in termini di investimenti, il “boom delle richieste di mutui” (+94,3% tra gennaio e ottobre 2015), mentre nelle intenzioni di acquisto sono i beni durevoli a “trainare la ripresa dei consumi familiari”. L’istituto di ricerca indica che oltre il doppio delle famiglie (5,7%) rispetto allo scorso anno ha intenzione di comprare una nuova auto, il 5,7% nuovi mobili per la casa, l’11,2% nuovi elettrodomestici (quasi 3 milioni di famiglie) e il 9,2% pensa di ristrutturare il proprio immobile. “Sono potenzialità da scongelare” afferma il rapporto Censis.

 

Dal punto di vista produttivo le aziende “vincenti” risultano quelle che hanno puntato e puntano alla globalità. Lo indica l’andamento positivo delle esportazioni (mobili +6,3%) ma soprattutto una nuova formula, definita dal Censis come “ibridazione di settori e competenze tradizionali che produce un nuovo stile italiano. Il design e la moda ne sono l’archetipo (ibridazione di qualità, saper fare artigiano, estetica, brand”.

 

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