03 Giugno 2015  10:29

La strategia di Terragni Group per i nuovi marchi

Anna Montalbetti
La strategia di Terragni Group per i nuovi marchi

L’azienda è pronta per il rilancio di Feg-Salvarani e Grattarola

Il 2014 è stato un anno di importanti cambiamenti per Terragni Group, azienda di Paderno Dugnano (Mi) specializzata in arredi su misura per tutta la casa. La società infatti si è ingrandita con l’acquisizione, a pochi mesi di distanza, di Feg-Salvarani e poi di Grattarola. Lla produzione di tutti i marchi è stata localizzata a Giussano (Mb), storico sito di Feg. “Abbiamo una storia di oltre 90 anni” ha raccontato Fulvio Terragni, che dei cinque fratelli oggi responsabili dell’azienda si occupa degli aspetti commerciali, “e con la ‘politica dei piccoli passi’ siamo sempre cresciuti grazie alla fidelizzazione dei clienti: si va dal contract, ai negozi indipendenti, agli architetti fino ai privati. Lo scorso anno siamo arrivati a un punto in cui occorreva decidere in quale direzione continuare a crescere e abbiamo puntato su queste acquisizioni”. L’operazione infatti consente a Terragni Group di ampliare la propria offerta “per rispondere alle esigenze di più tipologie di clienti e fasce di mercato con brand che hanno caratteristiche simili al nostro dna”. Se da un lato, Terragni continuerà a rispondere alle esigenze di estrema personalizzazione, dall’altro Grattarola, per esempio, “è sinonimo di legno massello, dove noi siamo esperti, Salvarani ha ancora una forte fidelizzazione, tema a noi caro, mentre Feg ci consente di ampliare l’offerta alla zona giorno e notte per proporre un arredo globale” ha proseguito Terragni. Attualmente, dopo l’affidamento della direzione artistica del Gruppo allo studio Castiglia Associati, è garantita la continuità dei cataloghi dei brand, accompagnati da un approfondito company profile, “mentre dopo l’estate è prevista la presentazione di nuove proposte indirizzate alle tendenze odierne: perciò da un lato un’offerta più accessibile e dall’altro una per clienti più esigenti”. La distribuzione si rivolgerà innanzitutto “ai negozi indipendenti di mobili già nostri clienti e a quelli che negli anni sono rimasti fedeli ai marchi che abbiamo acquisito”. Obiettivo è di arrivare a presidiare circa 10 punti vendita per regione: “non oltre, perché intendiamo mantenere e trasmettere un concetto di professionalità”, intesa non solo come quella del produttore, ma anche dei retailer. “Ciò a cui puntiamo è offrire ai negozianti gli strumenti, come la nostra capacità di personalizzazione, per riconquistare la fiducia dei loro clienti, un po’ persa con la crisi, e valorizzare di nuovo il loro insostituibile ruolo di consulenti che ha fatto grande il nostro settore” prosegue Terragni. Ciò che il Gruppo potrà garantire “è un’offerta globale che, con la ‘politica dei piccoli passi’ potrebbe portare, senza forzature, a optare per la scelta del nostro Gruppo come unico fornitore. Creare volumi e marginalità dipenderà dalla professionalità e competenza di tutti e dalla corretta risposta alla domanda dei consumatori”. È stato stanziato un budget per la comunicazione, “le cui formule saranno decise insieme ai negozianti, a seconda delle loro reali necessità” ha concluso Terragni.

 

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