12 Settembre 2019  14:46

Novità e conferme nel Rapporto Coop 2019

Roberta Broch
 Novità e conferme nel Rapporto Coop 2019

Nuovi trend di consumo, fiducia, sostenibilità ambientale. Questi alcuni dei temi del Rapporto pubblicato ieri. Dove non mancano le sorprese

È stato pubblicato il Rapporto Coop 2019, un utile strumento per avere un quadro sull’evoluzione degli italiani e dei loro consumi. Disoccupazione e situazione economica, immigrazione e, in misura minore, ambiente. Sono queste le priorità dei cittadini italiani rispetto agli altri popoli europei, mantenendo un non invidiabile primato. Siamo infatti ancora il popolo più pessimista d’Europa (almeno così la pensa 1 italiano su 2) anche per quanto riguarda i nostri figli e il meno ottimista sul futuro dell’Ue. Siamo l’unico tra i grandi a non essere ancora riuscito a far risalire il reddito pro capite ai livelli pre crisi, e non è un caso se già nel 2018 dopo 5 anni di aumenti seppur moderati si è assistito a un dietrofront della spesa media delle famiglie che segna sì un +0,3% a valori correnti, ma tenendo conto della dinamica inflazionistica in termini reali la contrazione è pari al -0,9% con ampi divari territoriali (10.000 euro annui separano i consumi mensili delle famiglie del Nord Ovest dalle famiglie delle isole e del sud con in testa i 3020 euro dei lombardi a fronte dei 1902 euro dei calabresi). Si arresta la spesa anche nell’alimentare dopo 3 anni positivi e si ferma quasi a 5 punti percentuali sotto i livelli pre-crisi. Prudenti e guardinghi, gli italiani non solo indirizzano le loro principali voci di spesa a beni di prima necessità e servizi (il 64% dichiara di “spendere solo per il necessario”), ma hanno allentato gli investimenti finanziari privilegiando i depositi bancari e alimentando le loro riserve di liquidità. C’è più denaro circolante rispetto al periodo pre-crisi e continua ad aumentare il tasso di risparmio delle famiglie; era il 7,8% nel 2017, l’8,1% nel 2018 e già 8,4% nel primo trimestre 2019. Sul fronte del lavoro poi se è vero che le previsioni sull’occupazione continuano a essere minimamente positive, sta di fatto che oggi è la qualità del lavoro a generare più frustrazioni. Gli italiani lavorano quantitativamente come negli altri Paesi mediterranei e dell’Est europeo ma sensibilmente di più del Nord Europa, guadagniamo però meno di tutti e deteniamo il primato negativo di produttività del lavoro. Anche se i reati sono in calo e comunque ampiamente inferiori alla media europea solo il 19% (33% di europei) è pienamente convinto di vivere in un posto sicuro, e da questa inquietudine derivano comportamenti conseguenti: in 18 anni sono cresciuti di oltre il 20% i sistemi di allarme installati nelle abitazioni. A livello sociale, emergono nuovi soggetti: è il caso dei perennials e della generazione Greta. I primi sono i nuovi italiani “senza età” che superati i 40 anni non si rassegnano al passare del tempo e si reinventano ogni giorno nel corpo e nello spirito, caratterizzati da un’attitudine mentale aperta, di indole curiosa, in buona condizione fisica. La Generazione Greta sono invece quei giovani (agli antipodi rispetto ai Neet) più consapevoli dei rischi climatici e votati alla salvaguardia, impegnati anche in politica e nella difesa dei diritti. Il cambiamento climatico fa breccia nei comportamenti di vita e di consumo degli italiani. In tanti sognano un’abitazione eco-sostenibile (55%), comprano sempre più spesso vestiti (13% oggi e 28% in futuro) e automobili verdi (seppur ancora nicchia ma cresce la vendita di auto ibride +30% e soprattutto elettriche +148%), si rivolgono alla cosmesi green (la sceglie 1 donna su 4). Tutte le voci di spesa associate in vario modo alla sostenibilità crescono. Così, secondo lo studio, il 77% utilizza elettrodomestici a basso consumo energetico. Avere un brand legato alla sostenibilità è in questo momento riconosciuto dai consumatori italiani come un valore aggiunto; la sostenibilità è una componente fondamentale della reputazione d’impresa, in un contesto dove langue la fedeltà e la voglia di cambiamento regna sovrana se è vero che 9 italiani su 10 ammettono di tradire nel carrello della spesa e l’87% abbandona sempre più spesso i programmi di fidelizzazione proposti. Impegnati a rincorrere il lavoro e a gestire la vita personale, gli italiani abbandonano i fornelli di casa a dispetto della passione per la cucina, (in 20 anni abbiamo dimezzato il tempo passato a cucinare ogni giorno e oramai vi dedichiamo appena 37 minuti). Riguardo, invece, gli acquisti di Technical consumer goods, per la prima volta dopo 10 anni si registra una battuta di arresto degli smartphone (-1,6%), mentre crescono le vendite di prodotti in grado di rispondere ai nuovi bisogni degli italiani. Nei primi sette mesi dell’anno, le crescite più sostenute sono state quelle registrate da prodotti come aria condizionata (+59,1%), wearable (+57,2%) e cuffie (+46,7%). Crescite ancora superiori per le pentole elettriche, ultimo trend nell’ambito della preparazione dei cibi (fonte GfK).

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