13 Novembre 2019  10:41

Con la crisi sfumati 21,5 miliardi di consumi delle famiglie

Roberta Broch
Con la crisi sfumati 21,5 miliardi di consumi delle famiglie

Secondo i dati di CGIA Mestre negli ultimi 10 anni hanno chiuso circa 200 mila negozi di vicinato

Secondo l’Ufficio studi di CGIA Mestre, rispetto al 2007 le famiglie italiane hanno ridotto i propri consumi per un importo pari a 21,5 miliardi di euro. L’anno scorso, la spesa complessiva dei nuclei familiari del nostro Paese è stata pari a poco più di 1.000 miliardi di euro, che corrisponde al 60,3 per cento del Pil nazionale. Il Sud ha registrato la riduzione più importante, con un taglio nella spesa mensile di 131 euro (mediamente 1.572 euro all’anno) dal 2007, quelle del Nord di 78 euro (936 euro all’anno) e quelle del Centro di 31 euro (372 euro all’anno). Le vendite al dettaglio, che costituiscono il 70 per cento circa del totale dei consumi delle famiglie, negli ultimi 11 anni sono scese del 5,2 per cento. Tuttavia, quelle registrate presso la grande distribuzione sono aumentate del 6,4 per cento, mentre nella piccola distribuzione (botteghe artigiane e piccoli negozi) sono precipitate del 14,5 per cento. Sebbene il gap si sia decisamente ridotto, anche in questi primi 9 mesi del 2019 i segni sono rimasti gli stessi: +1,2 per cento nella grande e -0,5 per cento nella piccola distribuzione. Dall’analisi delle funzioni di spesa tra il 2007 e il 2018 la contrazione più importante ha riguardato l’acquisto dei beni (-10,3 per cento), mentre i servizi sono cresciuti del 7 per cento. Nel dettaglio, i beni non durevoli sono crollati del 13,6 per cento, quelli semidurevoli si sono ridotti del 4,5 per cento e quelli durevoli (come auto, articoli di arredamento, elettrodomestici, etc.) del 2,8 per cento. La frenata nell’acquisto dei beni è proseguita anche quest’anno: tra il primo semestre 2019 e lo stesso periodo del 2018 la contrazione è stata dello 0,4 per cento con una punta del -1,1 per cento dei beni non durevoli. Interessante, invece, l’esito dei beni durevoli: quest’anno la crescita è stata del 2,9 per cento. Commenta il ricercatore dell’Ufficio studi Daniele Nicolai: “Anche a seguito di questa forte diminuzione dei consumi delle famiglie, la platea delle imprese artigiane e del piccolo commercio è scesa di numero. Tra il settembre 2009 e lo stesso mese di quest’anno le aziende/botteghe artigiane attive sono diminuite di 178.500 unità (- 12,1 per cento), mentre lo stock dei piccoli negozi è sceso di quasi 29.500 unità (-3,8 per cento). Complessivamente, pertanto, abbiamo perso più di quasi 200 mila negozi di vicinato in 10 anni”.

Contenuti correlati : CGIA Mestre consumi negozi