21 Gennaio 2015  10:03

“Credito bancario, per le pmi è sempre notte!”

Elena Reguzzoni
“Credito bancario, per le pmi è sempre notte!”

Confcommercio – dati alla mano - evidenzia che “il calo delle imprese finanziate dipende per metà dalla crisi e per metà da quel credit crunch troppo spesso sminuito o negato dalle banche”

Le condizioni riservate alle micro, piccole e medie imprese restano estremamente difficili secondo Confcommercio. “I tassi reali pagati da queste realtà nel nostro paese sono attualmente superiori a quelli degli altri Paesi europei, ma non solo: a fine 2013 più del 60% registrava un aumento dei costi accessori del credito e tra il giugno 2011 e il settembre 2014 il credito alle imprese è sceso dell'8,3%” ha sottolineato ieri la Confederazione a una conferenza in cui si è proseguito evidenziando che nonostante i peraltro timidissimi segnali di ripresa evidenziati negli ultimi giorni da Abi e Bankitalia, le condizioni del credito riservate alle micro, piccole e medie imprese restano estremamente difficili. E' quanto emerge anche da un’analisi fatta dal direttore dell'Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella: tra il giugno 2011 e il settembre 2014 il credito bancario a imprese e famiglie è sceso del 6,6% complessivamente, ma se per le seconde si tratta di un -1,1%, per le prime la diminuzione è ben più notevole: -8,3%. Se sono salite le sofferenze, come la banche hanno buon gioco a far rilevare, Bella ha però ricordato che si tratta di una crescita "e di una frazione fisiologica, un costo compreso nel margine di intermediazione". Dai dati emerge anche che i tassi reali pagati da una pmi italiana sono attualmente superiori a quelli degli altri Paesi, più che doppi ad esempio rispetto alla Francia, e sono anche cresciuti rapidamente. Inoltre “A fine 2013 più del 60% delle pmi italiane poi, secondo i dati Bce, registra un aumento dei costi accessori del credito: si tratta di un primato europeo, di cui ovviamente c'è poco da rallegrarsi. Restando nel nostro Paese, una pmi paga mediamente oggi tra il triplo e il quadruplo rispetto una media o grande impresa. Mentre i recenti dati dell'Osservatorio confederale sul credito, vede la percentuale di imprese completamente finanziate attestarsi solo al 4,8% nel terzo trimestre 2014, mentre appena il 29% ha avuto la sua richiesta completamente accolta, dimostrazione plastica di un credit crunch troppo spesso negato o sminuito dagli istituti bancari” ha aggiunto Bella. Secondo Confcommercio, invece, il calo del numero di imprese finanziate dal 2009 dipende per metà dalla crisi e per metà proprio dal credit crunch. “Un numero per tutti: negli ultimi quattro anni le imprese avrebbero assorbito 97,2 miliardi in più rispetto a quanto è stato loro concesso” ha sempre detto il direttore dell’Ufficio Studi che ha poi concluso: "Serve certo un salto di qualità imprenditoriale, ma anche creditizio, le banche non devono guardare soltanto ai numeri dei bilanci".

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