04 Maggio 2016  16:00

Diego Piacentini spiega cosa fa grande Amazon

Elena Reguzzoni
Diego Piacentini spiega cosa fa grande Amazon

Diego Piacentini

Il VP del colosso ne parla durante una lezione alla Scuola Holden di Torino

 

Diego Piacentini, VP di Amazon e a brevissimo di ritorno in Italia per andare a occupare la poltrona di commissario per lo sviluppo del digitale a Palazzo Chigi, ha tenuto una lezione alla Scuola Holden di Torino durante la quale - come emerge dal blog Startupitalia - ha spiegato agli studenti cosa rende Amazon un’impresa di successo. In primo luogo la velocità: “il nostro traguardo è muoverci velocemente, non attendere, bruciare i tempi” anche perché il mondo cambia continuamente e con sempre maggiore rapidità quindi “bisogna costantemente rivoluzionarsi e rivoluzionare il proprio modello di business, ma pure amare l’innovazione e inventare”. E il Kindle è l’esempio secondo Piacentini che “bisogna inventare non solo per migliorare il business ma anche per rendere più creatovi i nostri fruitori” e senza avere sensi di colpa se si sbaglia. D’altronde “Se si vuole essere veloci e innovatori è scontato che si possa cadere in errore, l’importante è saper ripartire immediatamente e saper accettare il fallimento, un aspetto questo difficile per le realtà italiane”. È anche importante che chi dirige l’azienda abbia il contatto con la realtà quotidiana della propria azienda e con i relativi problemi. Non a caso: “a turno anche i manager devono lavorare per un breve periodo all’interno dei magazzini o al centralino oppure al call center. Sappiamo che non sono le buone intenzioni a funzionare, ma i processi perfettamente oliati. Per la stessa ragione anche tutti dipendenti - qualunque lavoro svolgano - possono fare segnalazioni su evidenti problemi o mancanze riscontrate nello svolgimento del proprio lavoro: crediamo che dare più potere significhi un maggiore senso di responsabilità e ciò è un bene perché è una reale possibilità di migliorare l’azienda di cui si fa parte”. Per finire, dopo velocità, rivoluzione, innovazione e invenzione, sbagliare, toccare con mano la realtà e responsabilità condivisa, l’ultima parola d’ordine a Seattle è: pazienza. “La nostra visione si fonda su tempi d’attesa che possono anche essere molto lunghi, non bisogna avere fretta di giudicare una scelta, gli input vincono sempre sugli output”.

 

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