12 Gennaio 2015  09:34

Non è ancora ripresa, ma …

Massimo Gianvito
Non è ancora ripresa, ma …

Secondo il rapporto Coop, aggiornato dopo le festività di fine anno, nel 2015 non vedremo ancora la fine della crisi, ma ci saranno diverse opportunità che contribuiranno a sostenere i consumi. Trend più positivo per i beni durevoli

Nel 2014 non c’è stata la ripresa e non ci sarà nemmeno nel 2015, ma gli italiani cominceranno a vedere “la luce in fondo al tunnel”. Il 2015, ottavo anno di crisi, presenta, infatti, più opportunità che rischi e se il 2014 si chiude con una flessione del Pil quantificabile in un –0,4%, l’anno appena iniziato si apre su uno scenario di cauto ottimismo. Variazione positiva del Pil (+0,5%) spinta da un rafforzamento dei consumi delle famiglie (+0,7) e dal contributo delle esportazioni ma ancora frenata dal contributo pressoché nullo degli investimenti e dalla spesa pubblica tuttora in contrazione. Giocano a favore di questa possibile inversione di tendenza una politica del bilancio pubblico dopo anni un po' meno restrittiva e soprattutto la discesa dell’inflazione e il conseguente incremento del potere d’acquisto delle famiglie dovuto soprattutto alla recente contrazione del prezzo del petrolio. Sono i dati e le previsioni di Coop elaborati dopo le festività e desumibili dal Rapporto Coop redatto in collaborazione con Ref Ricerche e Nielsen, ora in versione completa dopo l’anteprima di settembre. La cinghia tenuta stretta a lungo inizia a allentarsi seppur di poco e, trainati da una lieve ripresa dei redditi delle famiglie nel 2015, dovrebbero tornare finalmente positivi anche i consumi che con una minima variazione positiva stimabile in un +0,7% farebbero comunque segnare il miglior risultato degli ultimi 5 anni. Riparte la propensione agli acquisti, dall’aggregato emerge, per esempio, il recupero dei beni durevoli finora rimandati il cui rinnovo è diventato impellente (è il caso , per esempio, dei grandi elettrodomestici +1,2%, ma anche l’auto +2,5%). Prosegue il trend favorevole dei prodotti legati alla connettività mobile: smartphone, tablet ed altri wearable device, anche se il vero vincitore nel 2015 sarà ancora il mondo dell'online: l'eCommerce fa segnare nella stagione natalizia una crescita stimabile in quasi il 30% e dai 14 miliardi del 2014 potrebbe triplicare nel prossimo quinquennio oltre quota 40 miliardi annui. In fondo alla classifica dei consumi restano i carburanti (ancora in contrazione nel 2015 del -2,0%) l'abbigliamento e l'alimentare. La spesa degli italiani per il cibo tra il 2006 e il 2014 è arretrata di ben 12 punti percentuali e proiettandosi verso il 2016 le cose non sembrano affatto migliorare: i consumi risultano in termini reali ancora inferiori di quasi 20 miliardi rispetto ai livelli di dieci anni prima. Nel 2015 si rafforzeranno gli stili alimentari emergenti: le diete bio, veg e gluten free (per le intolleranze alimentari) faranno segnare incrementi a due cifre. A Natale le vendite della Gdo hanno registrato un’ulteriore battuta d'arresto (riduzione superiore ai 2 punti percentuali in dicembre) e chiudono l'anno con una variazione negativa intorno all'1%. Per la Gdo si chiude uno degli anni peggiori in termini di fatturato ma le previsioni 2015 sembrano segnare una lieve inversione di tendenza (+0,4%) che privilegerà sopratutto i freschi, i punti vendita di dimensioni medio-grandi e ancora una volta i discount.

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