06 Febbraio 2019  10:35

La bellezza, e il valore aggiunto, del (ri)trovarsi

Daniela Sapone
La bellezza, e il valore aggiunto, del (ri)trovarsi

Dopo aver anticipato negli scorsi numeri le novità di Toys Milano 2019, abbiamo chiesto a Paolo Taverna, Direttore di Assogiocattoli, quale sia il vero plus della manifestazione e quale la sua evoluzione a medio termine

Cosa c’è dietro il successo di una manifestazione come Toys Milano, che quest’anno giunge alla sua quarta edizione in un crescendo di interesse e voglia di partecipazione? Provenendo dal mondo delle fiere, posso sostenere che anche questo è un mondo in costante evoluzione. Dopo la chimera delle “fiere virtuali” che, avrebbero dovuto soppiantare in buona misura quelle “reali”, come in altri contesti ben più importanti stiamo assistendo alla riaffermazione del valore del rapporto umano. E il motivo del successo di Toys Milano è strettamente legato proprio al rapporto umano. La focalizzazione sulle relazioni di business, l’attenzione verso gli espositori e i visitatori, i contenuti degli incontri di approfondimento, sono tutti elementi che caratterizzano il nostro evento e che valorizzano l’aspetto umano dove protagonista è l’operatore del settore, sia esso un negoziante, un responsabile d’azienda, oppure un agente.

Insomma, al centro di Toys Milano ci sono le persone… Sì, e il bello è che tutti i protagonisti hanno qualcosa da chiedere a Toys Milano: incontrare piccole aziende per allargare il proprio assortimento, parlare direttamente con le grandi realtà laddove solitamente si è intermediati, conoscere l’andamento delle licenze, capire come sta andando il settore. Perché talvolta è più utile una chiacchiera davanti un piatto di pasta, che un appuntamento in azienda. In appuntamenti come Toys Milano si crea quella che possiamo chiamare “cultura di settore” di cui si sente un grande bisogno. Il complimento più bello per noi che organizziamo l’evento è stata l’affermazione di un negoziante storico di giocattoli che ci ha detto: ”Che bello ritrovarsi tutti qui a Milano, dopo tanto tempo!”. Certo, non è più l’epoca del Salone del Giocattolo, non c’è più quel mercato, né il sistema distributivo di quegli anni, ma se riusciamo anche solo in piccola parte a riportare quell’entusiasmo, allora abbiamo centrato il nostro obiettivo come Associazione.

Quali sono i vostri obiettivi per la prossima edizione di Toys Milano? Con l’edizione 2019 ci aspettiamo la crescita del comparto puericultura, che, seppur partecipe da due anni, può consolidare la sua presenza alla manifestazione anche grazie al progetto Bay B, un’area e una serie di iniziative interamente dedicate al settore per il quale, come per il giocattolo, un momento di incontro “reale” tra domanda e offerta si è dimostrato utile. Inoltre stiamo costantemente lavorando per l’internazionalizzazione di Toys Milano sia dal lato delle aziende sia, soprattutto, da quello dei visitatori: vogliamo che nei prossimi anni Milano diventi un punto di riferimento riconosciuto anche all’estero, dove possano convogliare operatori di ogni Paese per una rappresentazione più ampia possibile del settore.

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