12 Settembre 2013  15:57

«Rivedere la Window: forte aiuto a tutta la filiera»

THAA
«Rivedere la Window: forte aiuto a tutta la filiera»

Roberto Guerrazzi

Roberto Guerrazzi commenta a e-duesse l’intervista a Verdone sul Corriere in cui si parlava (anche) di finestre

Il Corriere della Sera del 9 settembre ha ospitato un’interessante intervista a Carlo Verdone, artista - come ben sappiamo - sempre attento a denunciare una tematica particolarmente delicata come la pirateria. Tra le numerose cose assolutamente condivisibili contro questo fenomeno Verdone ha però messo anche l’accento sulla window, sostenendo che «sono troppo vicine le uscite dei film sui canali satellitari. All’estero i tempi sono più lunghi». Sappiamo bene quanto (anche) la window sia un grave problema in Italia, con, invece, troppo spazio temporale “lasciato in mano” alla pirateria dopo l’uscita in sala.
Per questo abbiamo chiesto un commento a Roberto Guerrazzi, presidente Univideo. «Carlo Verdone, oltre che essere un grande artista è un appassionato difensore e promotore del Cinema, e in particolare di quello italiano», afferma Guerrazzi. «Condivido che il problema della pirateria sia primario, non solo in termini economici in senso stretto, ma anche in termini di svilimento del “valore” del Cinema, in senso più ampio. Vero anche che il sovraffollamento di offerta cinema sui canali pay e su quelli free nel complesso - con una intensità che non ha uguali negli altri paesi - se da un lato ha favorito il finanziamento del cinema, dall’altro incide sulla valorizzazione nelle altre piattaforme. La window - anche se in Italia per l’approdo su pay Tv è un po’ più corta che in molti altri Paesi - non mi sembra un problema per le sale; ma lo è per l’home video. A livello europeo si sta discutendo questo argomento e la Commissione spinge per un ridimensionamento delle window. Univideo ha finora sostenuto una attenta rimodulazione del sistema delle finestre, tendente in genere a una riduzione temporale delle stesse, ma non attraverso una regolamentazione normativa, che non potrebbe tenere in debita considerazione le molte variabili (fonti di finanziamento, genere, potenziale commerciale e “tenuta” in sala, ecc.). Certo, non sarebbe da sola il toccasana contro l’illegalità, ma sarebbe a mio avviso un forte aiuto anche per lo sviluppo del mercato, a vantaggio della filiera».
Un’altra questione legata alla pirateria su cui abbiamo voluto sentire il parere del presidente di Univideo, viene dalla recente proposta del Gruppo americano Comcast che intende “utilizzare” la pirateria come leva per indirizzare gli utenti verso acquisti legali. Praticamente, se un utente scarica illegalmente un film o un’opera tutelata da diritto d’autore il provider diffonderebbe un messaggio con le alternative di pagamento. «Quello di “indirizzare” al consumo legale i “downloader” illegali», dice Guerrazzi, «è l’obiettivo principale da perseguire, ma soprattutto attraverso una efficace promozione dell’offerta legale e del “valore” delle opere e della creatività. Se un provider offre il prodotto illegalmente traendone profitto non credo che accetterebbe di collaborare, dirottando i suoi “utenti” su un altro servizio. Noi dal nostro punto di vista auspichiamo che il Regolamento dell’Agcom possa avere rapida attuazione e non a caso esso prevede, oltre all’intervento inibitorio sull’offerta illegale, la promozione dell’offerta legale».

Iscriviti alla nostra newsletter

Commenti

Log in o crea un account utente per inviare un commento.

ACCADDE OGGI

Ricevi la Newsletter!

Homevideo

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy