06 Novembre 2017  10:17

100autori contro il bando sui contributi selettivi

Eliana Corti
100autori contro il bando sui contributi selettivi

Il nuovo testo della Direzione Generale Cinema elimina l’obbligo di esibire la quietanza di pagamento agli autori per accedere ai Fondi

I 100autori si scagliano contro il ministro MiBact Dario Franceschini, e in particolare contro la modifica dell’art. 23 del bando pubblicato dalla Direzione Generale Cinema (DGC) il 3 novembre relativo alla concessione di contributi selettivi destinati, fra l’altro, alla produzione di opere cinematografiche e audiovisive. Secondo la ricostruzione dell’associazione, il ministro si era impegnato a subordinare l’erogazione dei contributi ai produttori al rispetto dell’avvenuta retribuzione a sceneggiatori e registi, obbligando a esibire la quietanza di pagamento agli autori, come suggerito proprio dai 100autori. Il bando, però, fa riferimento solo al contratto di licenza e/o di opzione di acquisto dei diritti del soggetto (senza stabilire inoltre un valore minimo), del trattamento e della sceneggiatura sottoscritto con gli autori e a un’autodichiarazione dei produttori «attestante l’assenza di accordi finalizzati a modificare l’assetto economico e finanziario del medesimo contratto». Fino al 23 ottobre, invece, la bozza prevedeva l’obbligo di presentare, secondo l’art. 23, comma 1, lettera f): «il contratto sottoscritto con gli autori del soggetto e della sceneggiatura, con allegata quietanza di pagamento del compenso, nonché apposita dichiarazione [...]». Tolto l’obbligo di presentazione della quietanza, «si caricano i fornitori - primi fra tutti gli autori - dell’onere di finanziare i produttori facendo loro credito in attesa della liquidità proveniente dalla DGC». In sostanza, per richiedere un contributo alla produzione, non sarà necessario pagare prima soggetto e sceneggiatura. I 100autori chiedono dunque di modificare il bando già dalla prossima sessione, chiedendo ai produttori «di assumersi – come dev’essere per la natura del loro ruolo economico – il rischio d’impresa, che non può gravare neanche in minima parte sulle spalle degli autori». «È evidente come l’attuale dispositivo normativo appaia sbilanciato a favore dei produttori, mentre gli autori subiscono un danno ulteriore: ricordiamo la sparizione dei “contributi percentuali sugli incassi” per gli autori, presente in tutte le leggi di settore precedenti e garantito dalla Legge sul Diritto d’autore (art. 46)», si legge nella nota dell’associazione.

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