19 Gennaio 2015  12:54

Allo studio Rai Young, nuovo canale a target giovane

Elena Rembado
Allo studio Rai Young, nuovo canale a target giovane

Anna Maria Tarantola

È stato annunciato al convegno “L’offerta del servizio pubblico”, insieme alla trasformazione del Teatro Delle Vittorie in «una multisala dove svolgere attività culturali»

 

«Mi auguro che si pervenga a definire un impianto normativo organico, chiaro e funzionale alla vita di un servizio pubblico solido, efficiente e capace di sviluppare un’offerta all’altezza delle aspettative dei cittadini». Lo ha dichiarato il presidente della Rai Anna Maria Tarantola in apertura del convegno “L’offerta del servizio pubblico”, che si è tenuto venerdì scorso a Roma. «La Rai come tutte le aziende ha ricavi e costi. Sul fronte dei costi, da due anni e mezzo stiamo fortemente lavorando e abbiamo risparmiato non poco, circa 80mln all’anno, il 5% del totale del nostro bilancio», ha proseguito Tarantola. «Se i ricavi si riducono drasticamente, molto più di quanto noi possiamo ridurre i costi, il problema si può determinare. Per il momento siamo abbastanza confidenti, perché le azioni che abbiamo attivato sono nel senso di portare l’azienda in equilibrio». Il dg Luigi Gubitosi, che ha chiuso i lavori, ha annunciato la prossima nascita di un canale a target giovane, Rai Young, «collegato al web, dove far sperimentare talenti e formati», e la trasformazione del Teatro Delle Vittorie a Roma in «una multisala dove svolgere attività culturali», oltre al possibile rilancio di Cinecittà. Gubitosi ha, inoltre, accennato alla necessità di collaborare con Sky e Mediaset «per rafforzare la capacità di realizzare film e fiction: sono competitor, non nemici». A tal proposito, Marco Follini, presidente dell’Apt, ha precisato che «il primato della Rai è largamente debitore alle storie della fiction in prima serata, che quasi sempre registrano un segno più, ma c’è un fortissimo bisogno di sperimentazione». «Un buon prodotto ha bisogno di due motori, rappresentati da emittenti e i produttori. Tra questi due potentati c’è un’inesorabile esigenza di collaborazione, che sarà tanto più utile agli uni e a gli altri quanto più il tasso di burocrazia diminuirà e i tempi di attuazione delle decisioni si accorceranno». Follini ha anche citato una ricerca della Ernst&Young, secondo la quale in Europa l’industria creativa e culturale «è terza, per livelli occupazionali, dopo l’edilizia e l’alimentare, e vale il 4,2% del Pil continentale». Infine, secondo Riccardo Tozzi, presidente dell’Anica, il ruolo della tv pubblica generalista è ancora fondamentale per il suo compito di aggregazione, ma la Rai «dovrebbe tornare a puntare sulla modernità come ha fatto in passato», differenziando la natura editoriale delle reti, dedicandone «una alla nuova serialità e altre anche all’avanguardia e alla sperimentazione, da realizzare insieme al pubblico generalista». Intanto, a proposito della polemica sollevata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi sul fatto che la Rai avrebbe dato soldi al sito di Beppe Grillo, è arrivata la risposta del presidente della Vigilanza Roberto Fico (M5S): «La Rai non ha acquistato direttamente spazi sul sito di Grillo;è stato utilizzato il servizio di advertising di Google, che inserisce autonomamente spazi pubblicitari all’interno delle pagine di ricerca o all’interno di siti web che ospitano la pubblicità».

 

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