07 Marzo 2017  10:43

Canone: incassati oltre 2mld nel 2016

TV Eliana Corti
Canone: incassati oltre 2mld nel 2016

E mentre in Italia l’importo da pagare scende a 90 euro, in Uk il governo lo aumenta

Gli incassi del canone televisivo sono stati pari, a dicembre 2016, a 2,002mld di euro su base annua. Lo comunica il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Si tratta di un incremento del 16,3% rispetto al 2015. A gennaio 2017, il versamento del canone è stato pari a 82mln. Da quest’anno, va ricordato, l’importo è sceso a 90 euro. E mentre gli spettatori italiani vedono ridursi l’importo dell’emolumento, in Uk la licence fee è destinata ad aumentare. Il governo Uk ha infatti confermato che, a partire da aprile, l’importo passerà da 145,5 sterline l’anno a 147. Si tratta del primo aumento dal 2010.

 

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La riduzione è un falso

La riduzione della imposta addebitata nella fattura elettrica è in parte compensata da una maggiorazione della quota fissa cliente assegnata a favore dei rivenditori di energia elettrica, come da delibera n.659 del 28 dicembre 2015 della AEEGSI.[61] In particolare a pagina 11 si legge:

è stata segnalata l’esigenza, sia per il mercato libero che per il servizio di maggior tutela, di considerare:
... omissis ...
gli oneri che deriveranno dalle attività inerenti alle disposizioni in tema di canone di abbonamento RAI per l’esposizione dello stesso attraverso la bolletta di energia elettrica, e che sarebbero riconducibili ad attività di back office e di interfaccia con il cliente finale, a complicazioni gestionali (gestione dei RID, delle autocertificazioni e dei successivi storni delle duplicazioni, delle contestazioni), alla necessità di dedicare risorse alla gestione del credito; sul tema peraltro sono stati evidenziati anche i potenziali impatti in termini di incremento della morosità dei clienti finali;
Nel documento non risulta quantificato un valore esplicito del costo riconosciuto specificatamente all'attività di esazione per conto della Agenzia delle Entrate, ma, a pagina 25, la Tabella 1: Corrispettivo PCV di cui al comma 10.1, evidenzia come negli ultimi 4 anni l'ammontare della quota fissa era di €30/anno/cliente, aumentando a €54,87/anno/cliente dal 01 gennaio 2016. E questo aumento colpisce ugualmente sia chi deve pagare l'imposta TV, sia chi è privo di un apparecchio televisivo o gode di esenzione dell'imposta. Ma anche se non fosse stata riconosciuta esplicitamente una somma a favore del rivenditore elettrico, pare evidente che il rivenditore sarà costretto a ricaricare su tutti i suoi clienti il peso sopportato in termini di personale e materiali di consumo (inchiostro, carta, etc.) a causa delle attività inerenti alla raccolta e trasmissione alla Agenzie delle Entrate degli elenchi di clienti con un contratto domestico residente e poi delle attività di corretto inserimento in fattura delle imposta stessa. Inoltre il rivenditore dovrà anche affrontare i costi in termini di tempo e materiale di consumo per i contenziosi sollevati dai clienti che ritengano non dovuta l'imposta: anche se fossero in torto, il rivenditore è costretto a gestire diligentemente ogni reclamo, per evitare il rischio della penale automatica. Occorre osservare che fino al 2015, l'imposta da pagare includeva anche tutti i costi di esazione/incasso sopportati dalla Agenzia delle Entrate e quindi la cifra di €100,00, per il 2016, in realtà va considerata al netto dei costi che i rivenditori elettrici ricaricano su tutti i loro clienti. Al lordo dell'IVA, il maggior costo, comprensivo di tutte le maggiorazioni compensative (cioè non solo dei costi per la gestione della imposta TV) ottenute dai rivenditori elettrici per l'anno 2016, ammonta a €17,57 (€46,89 - €29,32).[62]

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