06 Luglio 2017  10:28

Caso Fazio: la Vigilanza mette un freno agli agenti-produttori

Eliana Corti
Caso Fazio: la Vigilanza mette un freno agli agenti-produttori

Proposto un atto di indirizzo che vieta agli artisti di lavorare in programmi affidati ai loro rappresentanti o prodotti da loro stessi

Il contratto di Fabio Fazio potrebbe condurre a un giro di vite sul ruolo degli agenti in Rai. Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della commissione di Vigilanza, ha presentato infatti un atto di indirizzo in cui invita Viale Mazzini ad assumere «procedure aziendali per evitare conflitti di interessi nei rapporti con gli artisti e i loro agenti». Procedure che Rai dovrà adottare in 90 giorni. Nel mirino, in particolare, il potere degli agenti e delle loro società nelle trattative con gli artisti. Il documento, che avrebbe tratto ispirazione da esempi internazionali, come il codice del lavoro della California (in base al quale quale un artista non può lavorare in una produzione realizzata dalla società del suo stesso agente), si sviluppa in nove punti:

 

  1. I programmi Rai non possono essere affidati, anche tramite appalti parziali, a società di produzione controllate e/o collegate ad agenti di spettacolo che rappresentino gli artisti che a qualunque titolo prendano parte agli stessi programmi.
  2. I programmi non potranno essere affidati a società controllate e/o collegate (anche tramite appalti parziali) agli artisti che «siano a qualunque titolo presenti» negli stessi e che per questo motivo percepiscano un corrispettivo. (Questo punto andrebbe a colpire nello specifico Fazio, dato che il conduttore avrebbe infatti intenzione di creare una sua società di produzione).
  3. Nello stesso programma non potranno essere contrattualizzati più di tre artisti rappresentati dallo stesso agente (o da altra società di cui l’agente sia socio).
  4. No alle coproduzioni di film finanziati dalla Rai (anche tramite Rai Cinema) con società di produzione direttamente o indirettamente collegate ad agenti rappresentanti artisti sotto contratto con l’azienda.
  5. Riservare una quota di investimenti ai produttori indipendenti.
  6. Verificare che i format esterni non si configurino come un «mezzo surrettizio» per incrementare i compensi di artisti, conduttori e giornalisti.
  7. Rai deve rendere note sul proprio sito le parcelle corrisposte agli agenti, essendo queste corrisposte direttamente dall’artista.
  8. Creare una struttura dedicata ai rapporti con i giovani autori.
  9. Rai deve impegnarsi in maniera concreata e tangibile a valorizzare la produzione interna e adottare « procedure volte a favorire una maggiore competitività e trasparenza nella scelta di artisti e conduttori, evitando fenomeni di concentrazione in capo a poche società»
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