03 Ottobre 2017  06:49

Governo, approvato il decreto sulle quote Tv

Stefano Radice
Governo, approvato il decreto sulle quote Tv

Via libera dal Consiglio dei Ministri in esame premilinare. Si parte dal 2019

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, ha approvato, in esame preliminare, tre decreti legislativi che, in attuazione delle deleghe previste dalla legge sulla “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo” (legge 14 novembre 2016, n. 220), riformano in modo organico il settore della produzione audiovisiva. Ecco relativo alla "Riforma delle disposizioni legislative in materia di promozione delle opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi, a norma dell’articolo 34 della legge 14 novembre 2016, n.220". Per il Ministro dei beni e delle attività cultuali e del turismo, Dario Franceschini si tratta di “un provvedimento concreto che serve a aiutare, tutelare e valorizzare il cinema, la fiction e la creatività italiane”.

Il testo passa adesso alle Commissioni parlamentari, al Consiglio di stato e alla Conferenza stato Regioni per i pareri di merito.

Il decreto mira alla razionalizzazione delle disposizioni legislative di disciplina degli strumenti e delle procedure in materia di promozione delle opere italiane ed europee da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi, sulla base di alcuni specifici criteri:

  • a) introdurre procedure più trasparenti ed efficaci in materia di obblighi di investimento e programmazione di opere italiane ed europee;
  • b) adeguarsi ai principi di proporzionalità, adeguatezza ed efficacia, in modo da definire con maggiore coerenza e certezza il sistema delle regole e l’ambito soggettivo di applicazione;
  • c) rafforzare un sistema in cui i meccanismi di mercato siano più funzionali a una maggiore concorrenza, a una maggiore pluralità di possibili linee editoriali e a meccanismi di formazione ed equa distribuzione del valore dei diritti di sfruttamento delle opere;
  • d) prevedere in particolare la riformulazione delle modalità di applicazione di tali regole ai fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta;
  • e) provvedere alla riformulazione della definizione di «produttore indipendente», nonché delle altre definizioni che attengono direttamente alle questioni, alle tematiche e ai profili inerenti la promozione delle opere europee ed italiane;
  • f) prevedere un adeguato sistema di verifica, di controllo, di valutazione dell’efficacia e un appropriato sistema sanzionatorio.

Il testo realizza una revisione dell’assetto attuale.

In particolare, riguardo agli obblighi di programmazione dei fornitori di servizi di media audiovisivi-lineari, è definita, dal 2019, una quota generale di riserva prevista per le opere europee pari al 55% per tutti gli operatori (quota elevata al 60% a partire dal 2020).

È prevista, inoltre, sempre a partire dal 2019, una sotto-quota di diffusione riservata alle opere di espressione originale italiana pari alla metà per la concessionaria del servizio pubblico e a un terzo per tutti gli altri operatori.

Inoltre, per quanto riguarda gli obblighi d’investimento dei fornitori di servizi di media audiovisivi-lineari, si conferma la base degli introiti netti annui per il calcolo degli investimenti richiesti e si prevedono le modalità contrattuali di assolvimento degli obblighi. Per le emittenti commerciali la quota di investimento in opere europee sarà di almeno il 12,5% nel 2019 e del 15% a partire dal 2020, di cui almeno i cinque sesti per opere prodotte da produttori indipendenti. All’interno di tale quota, le suddette emittenti riservano ogni anno alle opere cinematografiche di espressione originale italiana una sotto-quota non inferiore al 3,5% dei propri introiti netti annui nel 2018, del 4% nel 2019 e del 4,5% a partire dal 2020.

Per quanto riguarda la concessionaria del servizio pubblico, la quota di riserva per l’investimento in opere europee è pari, nel 2019, ad almeno il 18,5%, e nel 2020 ad almeno il 20%, dei ricavi complessivi annui derivanti dal canone, nonché dei ricavi pubblicitari connessi alla stessa (al netto degli introiti derivanti da convenzioni con la pubblica amministrazione indipendenti e della vendita di beni e servizi), di cui almeno i cinque sesti per opere prodotte da produttori indipendenti. All’interno di tale quota, le suddette emittenti riservano ogni anno alle opere cinematografiche di espressione originale italiana una sotto-quota non inferiore al 4% dei propri ricavi complessivi annui nel 2018, del 4,5% nel 2019 e del 5% a partire dal 2020.

Il decreto introduce anche, in anticipo rispetto alla normativa europea in corso di approvazione, obblighi di programmazione e di investimento per i fornitori di servizi media audiovisivi a richiesta, cosiddetti Over-The-Top (OTT).

Crescono infine le sanzioni (oggi da 10.000 a 250.000 euro), che salgono da 100.000 a 5.000.000 di euro ovvero sino al 2 per cento del fatturato, quando il valore di tale percentuale è superiore all’importo di 5.000.000 di euro.

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