25 Novembre 2015  11:20

La Rai non sarà pay

Eliana Corti
La Rai non sarà pay

Campo Dall’Orto in commissione di Vigilanza smentisce le indiscrezioni. L’azienda è al lavoro su un piano industriale

 

 

Antonio Campo Dall’Orto aggiusta il tiro: ascoltato ieri in commissione di Vigilanza, il dg ha smentito un ingresso della Rai nel mercato pay, mentre resta salda l’intenzione di costruire un’offerta multipiattaforma incisiva. Il dg ha ribadito che al momento è in corso una analisi di tutti i diritti in seno all’azienda (circa 17mila contratti) per valorizzarli ed è inoltre in corso una importante di digitalizzazione della library. L’azienda è al lavoro su un piano industriale che comprende sia la parte editoriale che quella economica e che dovrebbe essere pronto entro qualche mese. I vertici puntano a difendere le competenze, facendo in modo che i dipendenti abbiano «una prospettiva lavorativa». Sarà necessario però il ricorso a figure esterne, come ha dichiarato la presidente Monica Maggioni, proprio perché mancano in Rai alcune competenze. Per quanto riguarda il tetto agli stipendi, questo è stato applicato a 44 soggetti: «Ciò ha comportato un appiattimento dei livelli retributivi e, di conseguenza, la possibilità che alcune di queste figure diventassero facilmente aggredibili dalla concorrenza». Grazie all’emissione dei bond la retribuzione di 15 di questi soggetti è stata riportata ai livelli precedenti; quattro invece sono stati adeguati ai compensi sul mercato, ma al di sotto delle retribuzioni precedenti. Il risparmio per l’azienda è di due milioni di euro l’anno. Ancora nulla di definito sulla nascita newsroom, se ne parlerà ancora domani in cda. Sono stati invece ridotti i contenziosi, da 1350 a 978, con l’obiettivo di ridurli ulteriormente. Infine, l’azienda sta anche cercando di capire se sia possibile utilizzare gli spazi di Expo.

 

 

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