28 Giugno 2018  09:51

Mediaset chiude le porte a Vivendi

Eliana Corti
Mediaset chiude le porte a Vivendi

Fedele Confalonieri

Il cda si rinnova e approva il bilancio 2017, ma nega l’accesso ai lavori ai rappresentanti francesi

L’assemblea degli azionisti Mediaset ha approvato il bilancio 2017 e riconfermato Fedele Confalonieri presidente del gruppo. Il 2017 ha visto ricavi consolidati netti pari a 3,63mld di euro (3,66mld nel 2016), un ebit positivo per 316,5mln (da -189,3mln) e un risultato netto di 90,5mln, tornando così all’utile «dopo un esercizio precedente reso anomalo, come noto, dagli effetti della vicenda Vivendi». Nel corso della seduta è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione, composto da 15 membri, che resterà in carica fino all’approvazione del bilancio di esercizio 2020. Ne fanno parte: Fedele Confalonieri, Pier Silvio Berlusconi, Marco Giordani, Gina Nieri, Niccolò Querci, Stefano Sala, Marina Berlusconi, Danilo Pellegrino, Carlo Secchi, Marina Brogi, Francesca Mariotti, Andrea Canepa (dalla lista di maggioranza presentata del socio Fininvest S.p.A.), Giulio Gallazzi, Costanza Esclapon, Raffaele Cappiello (dalla lista di minoranza presentata da un gruppo di società di gestione del risparmio e di investitori istituzionali). Sei i consiglieri esecutivi: Fedele Confalonieri, Pier Silvio Berlusconi, Marco Giordani, Gina Nieri, Niccolò Querci e Stefano Sala. È stata inoltre accolta la proposta relativa al rinnovo della delega per l’acquisto e l’alienazione di azioni proprie presentata dal cda. È stato inoltre approvato il bilancio di Videotime, che dal 1° marzo di quest’anno, è stata fusa per incorporazione in Mediaset.

Dalle attività del consiglio è stata esclusa Vivendi: Mediaset ha infatti deciso di non far partecipare ai lavori i rappresentati del gruppo francese, Simon Fiduciaria, ai quali sono intestate fiduciariamente il 19,19% delle azioni Mediaset («con mandato che prevede l’esercizio dei relativi diritti di voto nell’interesse e per conto di Vivendi»). Secondo il Consiglio, le azioni sarebbero state acquistate in violazione «delle obbligazioni assunte da Vivendi a favore di Mediaset con il contratto stipulato l’8 aprile 2016 (il “Contratto”) avente ad oggetto la cessione di Mediaset Premium S.p.A., e (b) delle disposizioni di cui all’art. 43 Tusmar». Da qui, la decisione di negare a Simon l’esercizio dei diritti di voto e l’accesso ai lavori assembleari.

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