CHIAREZZA PER SUPPORTARE LE VENDITE INTERNE
Negli ultimi mesi, purtroppo, il mercato non sta certo navigando in ottime acque. La mancanza degli incentivi, che lo scorso anno avevano dato un po’ di fiato alle vendite, e la sempre più ridotta capacità di spesa dei consumatori, stanno portando, come conseguenza, a decise flessioni del sell out sia delle cucine sia degli elettrodomestici.
Stante la situazione attuale, i produttori di cucine, consapevoli che le fabbriche non possono essere lasciate ferme, si trovano nella necessità di trovare uno sbocco per i prodotti e in questo momento l’unico spiraglio interessante appare l’export, che infatti sta registrando un andamento positivo. Occorre però considerare che non ricercare nuove strategie per cogliere appieno tutte le possibilità di vendita in Italia, concentrandosi solamente sull’estero, può risultare assai rischioso. Molte aziende, infatti, realizzano ancora internamente buona parte dei fatturati e ad essi non si può rinunciare a cuor leggero. È importante dunque continuare a dedicare energie anche al mercato del nostro Paese, ricercando soluzioni che sappiano mantenere e soddisfare la base distributiva costruita negli anni. Occorrono interventi volti a riportare i consumatori nei punti vendita e un suggerimento in tal senso viene da Roberto Snaidero, neo presidente di FederlegnoArredo, che nel suo discorso programmatico ha sottolineato la necessità della trasparenza dei prezzi. Si tratta di una strategia che necessita di una corretta comunicazione ai due ultimi anelli della filiera: negozianti e consumatori finali. Per quanto riguarda questi ultimi, la campagna lanciata con coraggio ormai più di due anni fa da Scavolini ha dimostrato, ad esempio, che i prezzi democratici non si trovano solo nella Grande distribuzione, ma anche nei negozi tradizionali di mobili, con l’aggiunta di un servizio che dà maggiore sicurezza al cliente finale.
Per quanto riguarda i negozianti di mobili, invece, è opportuno che la comunicazione diventi sempre più chiara e incisiva rispetto ai modelli di cucine più accessibili che ormai tutti i produttori hanno inserito nei loro cataloghi per rispondere alle esigenze di consumatori con ridotte capacità di spesa. Ciò significa, per esempio, spiegare in maniera più dettagliata ai propri retailer e sottolineare con insistenza anche queste nuove possibilità compositive, in modo che essi sappiano destreggiarsi con facilità e maggiore conoscenza tra tutte le opportunità, per arrivare a costruire progetti adatti alle più svariate fasce di prezzo.
Questa appare oggi la strada migliore per recuperare quella fascia media che il retail del mobile sta progressivamente perdendo e che rappresenta invece tutt’ora un’importante fetta di mercato.

















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